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Minacce a debitore, Giacomo Bozzoli paga 15 mila euro

Ieri l'appello si è chiuso con un accordo tra le parti. Nessuna condanna, ma l'imputato dovrà versare la somma all'azienda vittima delle sue angherie.

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(red.) Nella giornata di ieri, martedì 26 marzo, in tribunale a Brescia è stata pronunciata la sentenza di appello a carico di Giacomo Bozzoli che con il padre Adelio erano stati indagati e mandati alla sbarra con l’accusa di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. In primo grado Giacomo era stato condannato a cinque mesi di reclusione e il padre prosciolto perché le parti offese non avevano presentato querela contro di lui. Ieri il processo, aperto per le minacce nei confronti di un cliente verso il quale avevano un credito di più di 200 mila euro si è chiuso in appello con il pagamento di 15 mila euro.

Lo prevede una legge dedicata con cui estinguere una serie di reati dopo un accordo tra gli imputati e le parti offese. Quindi, 15 mila euro al titolare dell’azienda cliente e ai figli che erano stati minacciati, oltre al pagamento delle spese legali e così si è evitato la conferma della condanna a cinque mesi. E il giudice ha riconosciuto l’intesa. Conclusa questa vicenda giudiziaria, ora Giacomo Bozzoli con altri tre, di cui il fratello Alex, dovrà affrontare la possibile richiesta di rinvio a giudizio attesa per le prossime settimane nella vicenda della misteriosa scomparsa di Mario Bozzoli, zio di Giacomo.

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