Certificati stranieri, condanne per Rovato e Pontoglio

I due Comuni avevano fatto pagare cifre esorbitanti per ricevere gli attestati con cui avere il ricongiungimento familiare. Ora anche la sentenza d'appello.

(red.) La Corte d’Appello di Brescia ha confermato la condanna arrivata in primo grado ai danni dei Comuni di Rovato e Pontoglio per discriminazione indiretta contro le famiglie straniere residenti nei due paesi. Nel mirino, il certificato di idoneità alloggiativa per il ricongiungimento familiare per il quale agli stranieri venivano chieste cifre esorbitanti. Della condanna ne danno notizia l’associazione Asgi e la Cgil che hanno sostenuto la battaglia dei cittadini coinvolti in tribunale. “La Corte ha così riaffermato che la discrezionalità dei Comuni nelle scelte di politica fiscale trova un limite nei principi costituzionali.

La vicenda nasce nel 2015 quando i Comuni di Rovato e Pontoglio, con l’evidente finalità di scoraggiare la presenza di stranieri nei due Comuni, avevano applicato un aumento vertiginoso del diritto di segreteria per ottenere il certificato di idoneità alloggiativa: +624% per il Comune di Rovato e +212% per il Comune di Pontoglio. Il giudice di primo grado – si legge nella nota – aveva accolto nel luglio 2016 il ricorso, affidato agli avvocati Alberto Guariso e Marta Lavanna, ordinando ai Comuni di ripristinare l’importo precedente e di restituire agli stranieri quanto pagato in eccesso.

Ora la condanna in appello e i Comuni sono stati anche condannati a pagare le spese”. I due sindaci interessati, Alessandro Seghezzi per Pontoglio e Tiziano Belotti per Rovato dicono di voler attendere le motivazioni e di continuare a sostenere quanto già pensavano.

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