Arresti per pistole in garage, i Sallaku in difesa

I cinque fratelli in carcere hanno smentito che le armi trovate nella villa a Sale Marasino fossero loro. E le due mogli coinvolte: "parlavamo di gioielli".

(red.) Ieri, lunedì 14 gennaio, è stato il giorno degli interrogatori per i sette componenti della famiglia Sallaku – cinque fratelli e due delle loro mogli – che erano stati arrestati lo scorso venerdì 11 per detenzione illegale di armi. Si fa riferimento alle tre pistole, di cui una con un colpo in canna, trovate in un buco ricavato nel muro del garage della loro villa a Sale Marasino, nel bresciano. In carcere a Canton Mombello per i cinque fratelli finiti dietro le sbarre e in tribunale a Brescia per le due donne alle quali sono stati concessi i domiciliari, il giudice Alessandra Di Fazio ha sentito i coinvolti e ha ricevuto solo negazioni e smentite a proposito del loro coinvolgimento.

Per esempio, i fratelli hanno sottolineato come quelle armi non fossero di loro proprietà e hanno battagliato sul fatto se quel buco ricavato nel muro ci fosse da anni, oppure, come pensa l’accusa, non sia così. Le due donne, invece, sentite sull’idea accusatoria che avessero concordato una versione nel caso di ritrovamento di quelle pistole, hanno detto di parlare di oro e gioielli per non farsi rubare oggetti di valore. Nei prossimi giorni il giudice deciderà se confermare la detenzione dei sette arrestati.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.