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Gradino piazza Vittoria, anziana perde in Appello

La signora dovrà restituire il risarcimento in primo grado e anche le spese legali. Rischia di farsi pignorare i beni. Suo avvocato ricorre in Cassazione.

(red.) A distanza di quasi cinque anni dalla riqualificazione di piazza Vittoria, nel cuore di Brescia, si torna a parlare del gradino “killer”. Cioé quei tre centimetri di differenza che in passato, ma anche adesso, portano a cadute o inciampi. Tanto che in tribunale ci sono una decina di cause pendenti contro il Comune proprio per quello scalino “fantasma”. A farne di nuovo parlare è quanto successo a una signora anziana che era caduta nell’aprile del 2014 e riportando seri danni di salute. Come scrive il Giornale di Brescia che ne dà notizia, ora la donna rischia di dover restituire a palazzo Loggia una somma superiore rispetto al risarcimento che aveva ottenuto.

In pratica, subito dopo la caduta e le ferite riportate, la vittima si era rivolta a un avvocato citando il Comune in tribunale. E in primo grado aveva vinto la causa incassando alcune migliaia di euro per riparare al danno subito. Tuttavia, la Loggia aveva impugnato la sentenza in Appello che le ha dato ragione. Secondo i giudici di secondo grado, l’anziana non sarebbe caduta perché il gradino non era segnalato, ma per una sua imprudenza o disattenzione. E anche perché, come scrivono i giudici, gli utenti avrebbero potuto vedere anche a una certa distanza la differenza di pavimentazione a livello cromatico.

In ogni caso il Comune ha fatto poi apporre delle borchie in metallo. Con l’appello in favore del Comune, ora l’anziana dovrà dare più del doppio rispetto a quanto aveva ricevuto (il risarcimento e le spese legali dei due giudizi). Peccato che non abbia denaro a sufficienza, quindi rischia di vedersi pignorare i beni. Ma nel frattempo il suo avvocato ha chiesto di sospendere gli effetti della sentenza e ha portato tutto in Cassazione.

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