Maclodio, da Tar stop a processo rifiuti della Pbr

Accolta la posizione del Pirellone che aveva negato il trattamento di sublimazione molecolare organica e con cui trattare il doppio dei materiali attuali.

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(red.) L’azienda bresciana Pbr di Maclodio, che si occupa di rendere inerti i rifiuti pericolosi e non, oltre a fanghi e terreni contaminati, si è visto respingere dal Tar di Brescia il ricorso contro il diniego da parte del Pirellone, nell’ambito della valutazione d’impatto ambientale, ad attivare la linea di sublimazione molecolare organica dei rifiuti. Il sistema avrebbe fatto parte di una riorganizzazione e potenziamento dello stabilimento con cui raddoppiare gli scarti da trattare. Tutto il resto, invece, ha ottenuto il via libera.

La giustizia amministrativa, come si legge nelle motivazioni, ha appoggiato la decisione della Regione Lombardia sul parere negativo alla compatibilità ambientale anche perché, durante gli esperimenti, non erano state dimostrate delle garanzie sulle emissioni. Ora è possibile che l’azienda si rivolga al Consiglio di Stato, ma intanto il processo innovativo di trattamento è stato bloccato. Si tratta di una trasformazione che migliora la qualità dei rifiuti, riducendone il peso, per poi destinarli all’inceneritore. L’obiettivo era quello di lavorare 60 mila tonnellate di rifiuti rispetto agli attuali 35 mila.

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