Droga, 14 condanne banda italo-albanese

Nel novembre dello scorso anno erano arrivati gli arresti e ora la sentenza. Tra di loro l'ex compagna e socia di Roberto Bracchi sparito da cinque anni.

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(red.) A un anno di distanza dagli arresti, ieri, lunedì 12 novembre, il tribunale di Brescia ha emesso quattordici condanne a carico di altrettanti imputati per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Si tratta di una banda italo-albanese che faceva arrivare la droga a Brescia dalla Calabria dove giungevano i gommoni, ma anche dall’Olanda. Tanto da portare al ritrovamento di 3 tonnellate tra cocaina e hashish. L’operazione “Garden” da parte dei carabinieri del comando provinciale era scattata nel novembre del 2017 portando a quattordici arresti e vari sequestri. E ieri, con rito abbreviato, è arrivato il conto anche da parte della giustizia.

In media, si va da pene da 1 anno e otto mesi e fino a 14 anni e sei mesi. Quella più alta è giunta per Neroid Shuhani, albanese, ritenuto il capo dell’organizzazione. Poi, a seguire, 8 anni e due mesi per la bresciana Daniela Boniotti e per il fratello e nipote di Shuhani. L’intera indagine che ha portato agli arresti e poi al processo era partita verificando la situazione di Daniela Boniotti, ex compagna e socia in affari del barista Roberto Bracchi di Monticelli Brusati e di cui giovedì 15 novembre risale il quinto anno dalla misteriosa sparizione.

Indagando sulla bresciana si è arrivati ai vertici dell’organizzazione che aveva ruoli e funzioni. Il fratello e il nipote di Neroid gestivano i pagamenti e i rifornimenti, mentre c’era chi faceva da magazziniere e chi proponeva le rapine in casa per finanziare l’acquisto di droga. Tanto che alla fine del 2016 a Roma vennero trovati 30 quintali di hashish su un furgone e a inizio 2017 altri tre chili di cocaina nella casa di un cittadino di Gussago. Tra i quattordici imputati risulta ancora un latitante. A proposito della scomparsa di Roberto Bracchi, invece, c’è ancora un’inchiesta aperta per omicidio.

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