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Tav Bs-Vr, Consiglio di Stato respinge ricorsi

Niente da fare per quanti si erano opposti alla costruzione dell'alta velocità. Il massimo organo ha ritenuto non ammissibili le istanze dopo il Tar Lazio.

(red.) Dal Consiglio di Stato è arrivato un nuovo decisivo passo avanti verso la realizzazione dell’alta velocità ferroviaria Brescia-Verona. L’organo amministrativo ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso “omnibus” contro la sentenza del Tar del Lazio che aveva respinto una parte dei ricorsi, ma anche demandato all’ente superiore la pratica decisiva. L’Associazione dei Cittadini Bresciani e Veronesi per la Tutela dell’Ambiente e varie associazioni, imprese agricole, attività turistiche, parlamentari del Movimento 5 Stelle e proprietari delle aree interessate si erano rivolte tutte insieme con un solo ricorso al massimo organo della giustizia amministrativa.

Ma proprio il fatto di essere in così tanti ha spinto il Consiglio di Stato a dire che nessuno di loro avrebbe potuto contestare le procedure di esproprio e nemmeno contro l’affidamento dei lavori espresso dai proprietari. Una situazione che aveva indotto anche alcuni parlamentari pentastellati, per protesta, a stabilire la loro sede sul tracciato, ma tutto inutile. In più, sono state dichiarate inammissibili alcune eccezioni che erano arrivate dal Tar del Lazio.

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