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Rimborsi gonfiati km dialisi, chieste 10 condanne

12 hanno scelto il rito abbreviato e altri 21 a dibattimento. Il giudice deciderà il 27 luglio. Si parla di una "cresta" da 1,5 milioni di euro su incasso.

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(red.) Lunedì 9 luglio l’inchiesta che colpisce diverse associazioni di volontariato e i vertici sanitari bresciani, a proposito della presunta truffa sui rimborsi chilometrici “gonfiati” per il trasporto dei dializzati in ambulanza, è arrivata in tribunale. Si trattava dell’udienza preliminare che ha coinvolto dodici realtà che hanno scelto il rito abbreviato e altre ventuno che invece hanno optato per il dibattimento.

In tutto, l’inchiesta ha riguardato 33 accusati, di cui 29 delegati delle associazioni di volontariato e quattro vertici dell’attuale Agenzia di Tutela della Salute e con le accuse di peculato, abuso d’ufficio e truffa ai danni della Regione Lombardia. Tra quanti hanno scelto il rito abbreviato, il pubblico ministero Antonio Bassolino ha chiesto condanne dai 2 anni fino ai 4 anni e otto mesi per dieci, oltre un’assoluzione.

Per loro, così come per l’eventuale rinvio a giudizio degli altri, si deciderà il 27 luglio. I fatti si riferiscono al periodo tra il 2011 e il 2013 quando le associazioni incriminate avevano presentato richieste di rimborsi dei viaggi a fronte di oltre 38 mila documenti, ma incassando illecitamente risorse in più rispetto a quelle che spettava loro. Quindi, si era scoperto un presunto danno da 1,5 milioni di euro.

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