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Macogna, 11 aprile inizia processo su rifiuti inquinati

Il rappresentante legale e il direttore della Drr, ex proprietaria della cava, dovranno essere chiamati a rispondere del bario e molibdeno oltre i limiti.

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(red.) Inizierà mercoledì 11 aprile al tribunale di Brescia il processo legato alla moltitudine di rifiuti con concentrazioni elevate di sostanze inquinanti che hanno raggiunto la cava Macogna, nel bresciano. Si tratta di oltre 15 mila tonnellate di scorie con molibdeno e bario superiori ai limiti che erano stati fissati dalle prescrizioni. I rifiuti erano giunti nell’area compresa tra Cazzago San Martino, Travagliato, Berlingo e Rovato nell’estate del 2015.

Subito dopo la scoperta di quelle sostanze, cui ha contribuito anche un comitato di cittadini contrari alla cava, era scattato il sequestro e la sospensione di ogni trasferimento di nuovi rifiuti da parte della Drr, ex proprietaria della discarica. Le accuse hanno portato al rinvio a processo proprio del rappresentante legale e del direttore della Drr. Parti civili ammesse al procedimento sono la Provincia di Brescia e Legambiente che ha chiesto di poter ottenere un risarcimento per i danni ambientali che sarebbero stati provocati alla cava.

La Macogna era interessata da un progetto di recupero proposto dall’associazione e che aveva trovato il via libera dei Comuni, ma poi rimesso nel cassetto. E ora Legambiente chiede di puntare di nuovo l’attenzione per realizzare un parco al posto della cava, allontanare quindi la formazione di altre discariche e mettere in sicurezza la strada di accesso. Su questo fronte, la nuova proprietaria Eredi Compagnia Nazionale non è ancora intervenuta e per questo motivo l’associazione chiede alla Provincia di poter collaborare nel percorso.

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