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Delitto Calcinato, chiesti 30 anni per omicida

Si torna in aula il 5 aprile. Il giudice dovrà pronunciarsi su richiesta di perizia psichiatrica o sentenza su Dione Cheikh per i fatti del marzo 2017.

(red.) Lunedì 12 febbraio al tribunale di Brescia si è svolta un’udienza nell’ambito di un processo, celebrato con rito abbreviato, per il delitto del 5 marzo 2017 a Calcinato, nel bresciano, in cui il 37enne Gennaro Esposito venne ucciso a coltellate. Alla sbarra c’è il senegalese Dione Cheikh accusato di omicidio volontario per aver inferto dodici fendenti all’italiano. Al termine dell’udienza – aggiornata al 5 aprile quando il giudice prenderà le sue decisioni – il pubblico ministero Erica Battaglia ha chiesto 30 anni di reclusione per l’uomo.

Al contrario, dopo il primo respingimento, la difesa dell’africano ha chiesto di sottoporlo a una perizia psichiatrica. Il giorno dei fatti era domenica, all’ora di cena, quando Gennaro raggiunse la casa del senegalese e per motivi mai chiariti. Poi l’africano aveva avuto un raptus di follia inseguendo il 37enne in via San Germano fino ad arrivare alle vicinanze dell’abitazione di Esposito dove giunsero le coltellate. Interrogato, Dione Cheikh non aveva mai risposto, oppure usava frasi sconnesse. Da qui la richiesta di perizia, negata la prima volta. Ora si tornerà in aula in aprile.

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