Montichiari, Tar ferma bonifica discariche abusive

Tribunale ha accolto ricorso di Systema Ambiente e di altri tre privati contro un'ordinanza comunale che imponeva la rimozione e uno studio su inquinamento.

(red.) E’ una sentenza pesante quella che arriva dal Tar di Brescia nei confronti del Comune di Montichiari. Infatti, la Systema Ambiente e i proprietari delle cave di rifiuti Bicelli, Baratti e Accini si sono visti accogliere il ricorso contro un’ordinanza comunale del 2014 che imponeva loro di realizzare un piano di recupero e smaltimento dei rifiuti e finanziare uno studio che escludesse livelli di contaminazione oltre i limiti. In tutto, si parla di 150 mila metri cubi di scorie che l’amministrazione aveva chiesto alle quattro realtà di eliminare.

Tuttavia, gli stessi privati si sono rivolti al tribunale che gli ha dato ragione. Della vicenda ne dà notizia Bresciaoggi e fa riferimento a quanto avvenuto nel 1998 quando la ValsEco (ora Systema Ambiente) aveva sottoscritto un accordo con il Comune per smaltire i rifiuti dalle discariche abusive. In cambio, avrebbe ottenuto dalla Regione il via libera per aprire una cava da 1,350 milioni di metri cubi. Poi, però, il Comune avrebbe recesso da questa convenzione e comunque nel 2013, come dice Systema, aveva dato all’amministrazione 16 milioni di euro per l’incidenza della sua cava sul posto e altri 10 milioni per mitigare l’impatto.

Nel 2014 il Comune impone alla stessa Systema e alle altre tre realtà di definire un piano di bonifica che però sarebbe andato contro il primo accordo. Di fronte a questo scenario, le quattro aziende hanno fatto ricorso al Tar che lo ha accolto per due motivi: deve essere il sindaco a imporlo con un’ordinanza e non un dirigente e solo a chi ha inquinato. Tuttavia, dal punto di vista ambientale la procura di Brescia ha aperto un’inchiesta sui tre siti dismessi perché non sarebbero stati messi in sicurezza e ci sarebbero pericoli connessi con ammoniaca che si trova all’interno.

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