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Alice Grassi, giudice ordina ospedale psichico

32enne di Polaveno arrestata due volte in due anni per aver aggredito ex fidanzati e sotto l'effetto di alcol e droghe. Ora rischia la camicia di forza.

(red.) Alice Grassi, la 32enne bresciana di Polaveno già finita agli arresti per due volte nell’arco di due anni per essersi scagliata contro due ragazzi con cui conviveva, rischia di finire in un ospedale psichiatrico. In effetti è quanto ha stabilito il giudice delle indagini preliminari di Brescia Paolo Mainardi nei confronti della giovane che nel 2003 aveva ricevuto la fascia di Miss Padania. Alice, madre di un bambino che si trova con i nonni, attualmente è in una struttura protetta a Iseo in vista del trasferimento al Rems di Castiglione delle Stiviere, nel mantovano, appunto l’ospedale per i malati psichici.

Ma la diretta interessata chiede di non essere portata nella nuova realtà sanitaria, piuttosto di sottoporsi a un trattamento di disintossicazione da alcol e droga. L’ultimo arresto più recente era stato alla fine di marzo quando, sotto l’effetto di alcol e cocaina, aveva minacciato l’ex fidanzato con un cavatappi, poi chiuso fuori dal balcone, si era scagliata contro l’auto dell’uomo e infine aveva aggredito persino i carabinieri. Quindi, ha trascorso quattro mesi nel carcere di Verziano a Brescia prima di essere condotta nella struttura di Iseo.

L’altro episodio era dell’anno precedente e anche in quel caso la 32enne si era scagliata contro un altro ex fidanzato nella stessa maniera, tanto da ricevere 10 mesi di reclusione. Persino i genitori della ragazza l’avevano denunciata chiedendo ai giudici di disporre per lei un percorso di disintossicazione. Tuttavia, è stata decisa la soluzione più estrema, accogliendo la richiesta della procura e del suo consulente che ritengono la ragazza dipendente da alcol e droga e la tendenza a gravi scompensi.

Tanto che durante gli episodi che l’hanno portata all’arresto sarebbe stata incapace di intendere e volere. Al contrario, i legali della giovane sottolineano come Alice, da quando si trova in detenzione, stia meglio e sia più sana non toccando più sostanze stupefacenti e bottiglie. Sono pronti a chiedere la revoca del trasferimento verso l’ospedale psichiatrico perché, secondo loro, sarebbe una soluzione che rischia di peggiorare l’equilibrio della 32enne. “Non rinchiudetemi, altrimenti rischio davvero di diventare pazza” dice la giovane.

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