Accoltella cognato, condannato a 10 anni

Laert Kumaraku nel giugno 2016 aveva ucciso Dritan Mali dopo che lui si era scagliato contro la moglie (sua sorella) a causa dell'ennesima lite familiare.

(red.) Martedì 11 luglio il giudice di Brescia Lorenzo Benini ha condannato a 10 anni di reclusione Laert Kumaraku, reo di aver ucciso a coltellate il cognato Dritan Mali il 3 giugno del 2016 a Carpeneda di Vobarno, nel bresciano. L’accusa aveva chiesto per l’uomo 12 anni di carcere, ma visto il rito abbreviato, il giudice ha ritenuto di ridurre la pena, seppur rimasta alta. L’intera vicenda si era consumata nell’abitazione di via Prada, del paese valsabbino, quando Dritan Mali si trovava tra le mura di casa per alcuni giorni di ferie.

Tuttavia, la moglie nel momento in cui era tornata dal lavoro per il pranzo aveva visto che non c’era nulla di preparato. Quindi, era scattata una lite, parsa l’ennesima, a livello familiare. Tanto che Mali aveva iniziato a lanciare bicchieri e un computer contro la compagna. In effetti, gli accertamenti medici sulla donna dopo l’aggressione avevano portato alle luce le numerose ferite. E’ stato in quel momento che Laert Kumaraku, fratello della donna, aveva chiesto al cognato di smettere in quell’atteggiamento, altrimenti avrebbe chiamato i carabinieri.

Poi la situazione è precipitata fino a quando Laert ha inferto le coltellate mortali al parente. Tutto era accaduto nell’arco di dieci minuti, un tempo quindi breve. Nel corso del processo, il legale dell’assassino aveva chiesto alla Corte di verificare la legittima difesa, anche se con eccesso colposo. Tuttavia, il giudice ha ritenuto di separare la lite tra coniugi dal successivo accoltellamento. Quindi ha rifilato la condanna, le cui motivazioni saranno pubblicate nell’arco di un mese. Il legale dell’assassino potrebbe ricorrere in appello per ridurre la pena.

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