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Secessione, chiesto processo per 34 Serenissimi

Quasi 50 accusati di aver tentato di rendere il Lombardo-Veneto indipendente e di arrivare a Venezia con un carro armato tanko. Anche bresciani.

(red.) Venerdì mattina 3 marzo fuori dal tribunale di Brescia c’erano bandiere riportanti il Leone veneto, ma anche cori espressi da una cinquantina di persone. All’interno delle aule giudiziarie, infatti, si stava celebrando l’udienza preliminare a carico di 48 persone, i cosiddetti “Serenissimi”. Sono tutti accusati di associazione a delinquere con finalità terroristiche nell’ambito di un’inchiesta aperta dalla procura bresciana nel 2012. Secondo il capo d’imputazione, avrebbero tentato di raggiungere l’indipendenza del Lombardo-Veneto dal resto d’Italia.

Tra l’altro, usando un tanko, una sorta di carro armato, con cui avrebbero voluto occupare piazza San Marco a Venezia. La richiesta del pubblico ministero Carlo Nocerino è quella di processare 34 dei 48 indiziati e di prosciogliere i restanti 13. Uno, invece, ha scelto il rito abbreviato. Tra gli accusati, ci sono anche diversi bresciani. Si tratta di Giancarlo Orini, Roberto Abeni, Mario Franco Alloisio, Stefano Ferrari, Federico Lanzalotta, Corrado Manessi e Angelo Zanardini.

Poi Franco Rocchetta fondatore della Liga Veneta e Flavio Contin arrestato nel 1996 per l’assalto al campanile di San Marco. Ma anche Luigi Massimo Faccia e i “forconi” Lucio Chiavegato e Patrizia Badii. E’ il bresciano Michele Cattaneo l’unico che ha chiesto l’abbreviato, accusato di aver costruito il piccolo cannone sul tanko. Tra l’altro, il rudimentale carro armato è oggetto di un’altra inchiesta a Rovigo. Sulla richiesta di giudizio del filone bresciano, il giudice Alessandra Sabatucci deciderà il 17 marzo.

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