Cliente multato con prostituta, giudice annulla

Nel maggio 2016 a Brescia un automobilista aveva accostato per contrattare una prestazione. Poi la sanzione. Ma corte: "Ordinanza non costituzionale".

(red.) Riceve una multa da 500 euro per aver accostato e chiamato una prostituta con cui contrattare una prestazione sessuale. Ma fa ricorso al giudice di pace che annulla la sanzione. Il caso, di cui scrive il Corriere della Sera, era avvenuto la sera del 24 maggio a Brescia. Mentre il cliente si era avvicinato in auto a una meretrice in attesa su un lato della strada, un agente della polizia locale aveva assistito alla scena e aveva notificato la sanzione all’automobilista. Come disposto da un’ordinanza comunale. Il verbale, però, è stato “strappato” dalla giustizia.

Secondo il giudice di pace Guido Mutti, infatti, cui si è rivolto il multato, quell’ordinanza di palazzo Loggia non sarebbe costituzionale. “Le ordinanze sindacali oggetto del presente giudizio incidono per la natura delle loro finalità e per i loro destinatari sulla sfera generale di libertà dei singoli e della comunità amministrate. La Costituzione ispirata ai principi fondamentali della legalità e della democraticità richiede che nessuna prestazione, personale o patrimoniale, possa essere imposta se non in base alla legge” scrive il giudice come riporta il Corriere.

Tradotto, il comune di Brescia attraverso la municipale non può emettere questo genere di sanzioni perché un organo che non sia lo Stato centrale non può applicare alcuna disciplina sulla prostituzione. Questo, perché la stessa prostituzione non è un’attività illecita e quindi non si possono mettere delle regole come ostacolo. Di fatto l’annullamento della multa è un precedente, tenendo conto che altri sanzionati che avevano presentato ricorso se l’erano visto respingere. In realtà, molti preferiscono pagare piuttosto che andare per vie legali. Sempre secondo quanto riporta il Corriere, nel 2016 sono stati 85 i clienti multati per lo stesso motivo.

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