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Picchiato da agenti, 1,4 mln per Paolo Scaroni

Il tribunale civile ha riconosciuto il risarcimento all'ex tifoso del Brescia pestato dai militari della celere il 24 settembre 2005 in stazione a Verona.

(red.) L’ex tifoso del Brescia calcio Paolo Scaroni, 41 anni, incassa un risarcimento da 1,4 milioni di euro per il pestaggio subito il 24 settembre 2005 per opera di alcuni agenti della celere, dopo la partita in trasferta delle rondinelle a Verona. L’aggressione si consumò nella zona della stazione tra i disordini e in quell’occasione l’allora 30enne di Castenedolo venne picchiato dalla polizia con i manganelli usati volontariamente al contrario. Così i colpi sarebbero stati più violenti. Il risarcimento è stato stabilito da una sentenza del tribunale civile dopo che, al contrario, quella penale non aveva riconosciuto i colpevoli.
Quel giorno, infatti, il sostenitore del Brescia venne circondato dagli agenti con il volto coperto dal casco, dalla maschera e dal foulard, quindi sarebbe stato impossibile riconoscerli. L’unica certezza è lo stato di coma di due mesi in cui Scaroni è stato ridotto, seguito da diversi percorsi di riabilitazione che proseguono tuttora. Il 41enne, infatti, è invalido al 100%, cammina a fatica e non può svolgere alcun tipo di lavoro. Dal punto di vista giudiziario, la corte ha riconosciuto che quello su Paolo Scaroni è stato un pestaggio gratuito e non giustificato dall’uso legittimo della forza.
Tuttavia, sul lato penale in appello non sembra ci siano soluzioni per contraddire la sentenza di primo grado e quindi è ipotizzabile che non venga condannato nessuno per quella violenza. Intanto, il ministero degli Interni, da cui dipende la polizia di Stato, ha emesso il risarcimento da oltre 1,4 milioni. Anche se il bresciano li considera una parziale consolazione per quanto ha subito e dovrà ancora affrontare. Subito dopo quella violenza, il mondo degli ultras gli aveva inviato attestati di solidarietà, condannando l’atteggiamento dei militari. Ma attualmente il 41enne di Castenedolo non va più allo stadio. Quell’ambiente non gli è più gradito.

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