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Italcarni, chieste condanne per due veterinari

5 anni e 3 anni e sei mesi le richieste per i sanitari che non avrebbero fatto i controlli e non impedito le violenze sui bovini. Sentenza il 21 ottobre.

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(red.) Il pubblico ministero di Brescia Ambrogio Cassiani martedì 26 luglio ha chiesto cinque anni e 3 anni e sei mesi di reclusione per i due veterinari dell’Asl imputati nel processo sul macello di Ghedi, nel bresciano. Nell’udienza che si sta celebrando con rito abbreviato al tribunale di via Gambara l’accusa ha posto l’accento su vari elementi. Viene contestato il maltrattamento dei bovini prima della macellazione, la concentrazione batterica di 50 volte oltre il limite nelle carni destinate alla vendita e il fatto che i due professionisti non abbiano svolto i controlli. In particolare, che non abbiano compiuto le visite sugli animali e non abbiamo impedito le violenze. Queste ultime sono state accertate, tra l’altro, dalle immagini riprese dalle telecamere nascoste che il pm aveva fatto installare nello stabilimento.
Sede che venne sequestrata dal Corpo Forestale dello Stato e poi resa di nuovo libera. I due veterinari imputati sono Gian Antonio Barbi (chiesti 5 anni) e Mario Pavesi (chiesti 3 anni e sei mesi). I loro avvocati, invece, hanno chiesto l’assoluzione perché ritengono che il fatto non sussista o non sia un reato. Il processo è stato aggiornato al 21 ottobre quando il giudice dovrebbe emettere la sentenza per i due sanitari e pronunciarsi sulle richieste di patteggiamento di altre persone coinvolte. Si tratta del titolare del macello Federico Osio, che ha concordato una pena di 2 anni e due mesi e degli addetti Bruno Ferrari, Mohamed Ablouche e Ndrmic Oxa a meno di 2 anni.

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