Brescia, preoccupa l’esodo dei magistrati

Nove pubblici ministeri su 21 saranno trasferiti, riducendo ancora di più il personale. Il capo procuratore Buonanno: "Servono risorse, sennò meno udienze".

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(red.) La carenza di personale giudiziario negli uffici del tribunale di Brescia è cosa nota, ma la situazione si è ulteriormente aggravata nei giorni precedenti al 18 giugno. Il motivo? Nove pubblici ministeri su 21 saranno trasferiti. Una vera e propria situazione di emergenza che ha messo in allarme il capo procuratore Tommaso Buonanno. Il magistrato, in un’intervista rilasciata al Giornale di Brescia, ha detto di aver chiesto al Consiglio Superiore della Magistratura di coprire i posti che resteranno vacanti e di aprire un nuovo bando per portare altro personale. Il capo procuratore conferma i numeri dell’esodo, ma sottolinea che si tratta di una mera coincidenza il fatto di essere arrivati a una fuga di massa.
In pratica, si eseguirebbe il trasferimento dei pubblici ministeri che nei mesi precedenti avevano partecipato ai bandi per lavorare in nuove sedi. E le situazioni si sono presentate tutte nello stesso momento. Tanto che il consigliere del Csm Nicola Clivio ha presentato una richiesta all’organismo giudiziario per capire se gli spostamenti siano dovuti a problemi ambientali, magari di convivenza tra magistrati o con lo stesso Buonanno. Il capo procuratore, però, esclude questa circostanza perché dice di aver lavorato sempre in ottimi rapporti. E parla di motivi familiari alla base del trasferimento, mentre ha sottolineato il rischio concreto che le udienze vengano ridotte. Oltre al possibile calo delle inchieste su terrorismo e corruzione.

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