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Minacce, condannato Giacomo Bozzoli

Con il padre Adelio aveva preteso che i loro debitori restituissero 280 mila euro. 5 mesi di reclusione e multa. E' indagato anche per lo zio Mario.

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Bozzoli(red.) Lunedì 2 maggio al tribunale di Brescia il giudice della seconda sezione penale Riccardo Moreschi ha condannato Giacomo Bozzoli a cinque mesi di reclusione (con pena sospesa) e al pagamento di 9 mila euro alle parti civili. Si tratta del figlio di Adelio e nipote di Mario Bozzoli, l’uomo che dall’ottobre del 2015 risulta misteriosamente scomparso dalla fabbrica di Marcheno, nel bresciano. Episodio per il quale è indagato per omicidio volontario e distruzione di cadavere con il fratello Alessandro e i due operai Oscar Maggi e Akwasi Aboagye. L’udienza di lunedì che ha portato alla condanna è basata su un’altra situazione che era avvenuta nel 2013 e ha coinvolto proprio Giacomo e il padre Adelio.
Quest’ultimo aveva prestato 280 mila euro a Ernesto Rossetti e ai figli Stefano e Samantha. Ma per cercare di riprendere la somma, padre e figlio avevano chiesto il pignoramento dei beni, un’ipoteca sulla casa e puntando al fallimento di Ernesto Rossetti. Poi, però, sarebbero passati alle minacce telefoniche per chiedere di farsi restituire il denaro. A quel punto i tre componenti della famiglia Rossetti hanno querelato i due Bozzoli citandoli in tribunale. Qui si è arrivati alla condanna di Giacomo per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, mentre per il padre Adelio è stata emessa una sentenza per non luogo a procedere. Per quest’ultimo, infatti, le minacce non sarebbero state provate e, se fossero avvenute, le denunce sono ritenute tardive.

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