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Processo Manolo, altri sei mesi di tempo

La procura e i legali chiederanno altri documenti sulla sentenza a 40 anni di prigionia e sulla presunta morte dell'omicida della famiglia Viscardi.

Ljubisa Vrbanovic(red.) Mercoledì 6 aprile la Corte d’Assise d’Appello di Brescia ha ospitato una nuova udienza nell’ambito del processo che vede imputato Ljubisa Vrbanovic, detto “Manolo”, l’autore della strage di Torchiera di Pontevico il 16 agosto del 1990. In quella tragedia, durante una rapina perpetrata dall’uomo con un complice, vennero uccisi Giuliano Viscardi, la moglie Agnese e i figli Luciano e Maria Francesca. L’unico superstite è stato Guido Viscardi, l’altro figlio di Giuliano, che in quelle ore non era in casa. A distanza di ventisei anni continua a chiedere giustizia. Ma ci sono degli ostacoli. La Corte presieduta da Vittorio Masia, dopo la camera di consiglio, ha deciso di concedere altri sei mesi di tempo per consentire alla procura di acquisire tutti i documenti su Manolo e non ancora arrivati. Un certificato medico risalente all’11 marzo del 2014 direbbe che Vrbanovic è morto per un carcinoma ai polmoni nell’ospedale del carcere in cui era rinchiuso.
Per la strage di Torchiera, infatti, venne condannato in Serbia a quarant’anni di prigionia. Ma Guido Viscardi ha molti sospetti sul fatto che l’omicida sia realmente deceduto. Dall’altra parte, l’avvocato che difende proprio Manolo nel processo bresciano dice di non aver ancora ricevuto il testo della sentenza definitiva di condanna a 40 anni per l’imputato, nonostante i solleciti. Così come non avrebbe avuto il decreto del nulla osta per concedere la sepoltura dell’uomo. Risultato: la procura e i legali hanno tempo fino ad ottobre, quindi sei mesi, per raccogliere tutti i documenti giudiziari necessari. Sempre che non arrivi la conferma della morte dell’uomo. In quel caso, il processo si archivierebbe in automatico e tutto sarebbe stato inutile. Ma l’importante, come ha chiesto mercoledì Guido Viscardi al procuratore generale Pierluigi Maria Dell’Osso in un incontro, è che la giustizia italiana faccia tutto il possibile.

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