Figli uccisi, ricorso Iacovone in Cassazione

L'avvocato dell'uomo accusato di aver dato fuoco alla casa di Ono San Pietro con all'interno i due bambini, chiede di annullare l'ergastolo.

Iacovone(red.) La vicenda giudiziaria di Pasquale Iacovone, l’uomo che il 16 luglio del 2013 uccise e diede alle fiamme i figli Andrea e Davide, di 9 e 12 anni, a Ono San Pietro, nel bresciano, avrà anche un terzo grado. Il suo avvocato Gerardo Milani, infatti, ha deciso di presentare ricorso in Cassazione contro la condanna all’ergastolo confermata in appello e che l’uomo sta scontando in carcere. La vicenda riguarda quanto avvenne quel giorno in Valcamonica, quando Iacovone, all’interno dell’abitazione, aveva indotto al sonno i due figli per poi dare fuoco alla casa.
Secondo l’impianto accusatorio, che in secondo grado era stato ritenuto plausibile dal giudice, l’uomo avrebbe anche cercato di scappare dall’abitazione in fiamme, ma sarebbe stato sorpreso da un’esplosione che gli aveva provocato diverse ustioni su buona parte del corpo. Una tragica situazione adottata, secondo l’accusa, per rivalsa verso l’ex moglie. Il legale di Iacovone, però, ritiene che al proprio assistito sia stato impedito di difendersi nel modo corretto e contesta anche la dinamica che ha portato alla condanna in primo e secondo grado. L’udienza in Cassazione non è stata ancora fissata.

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