Sesso minori, prime ammissioni al giudice

Lunedì 21 uno dei sei finiti ai domiciliari ha detto di aver avuto un rapporto con il 17enne che ha fornito i nomi agli inquirenti. Altri negano.

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Tribunale(red.) Sono ripresi lunedì 21 marzo al tribunale di Brescia gli interrogatori degli arrestati nell’ambito dell’inchiesta sulla prostituzione minorile “bis” coordinata dalla procura e condotta dalla polizia locale di Montichiari. Tutto era partito con le dichiarazioni rilasciate agli inquirenti da un 17enne, che aveva detto di aver consumato rapporti sessuali a pagamento quando aveva 16 anni. Frasi scritte a verbale dopo l’apertura della prima inchiesta a gennaio. Venerdì 18 erano stati sentiti Ivo Amendolagine presidente dell’Associazione Bresciana della proprietà edilizia e il medico Francesco Fumarola Mauro.
Lunedì 21, invece, davanti al giudice delle indagini preliminari Elena Stefana si sono presentati il portiere d’albergo Matteo Parenti, il titolare di un centro estetico a Manerbio Enrico Caniggia e il presidente della Riserva del Parco delle Torbiere Edilberto Rinaldi. Nei giorni successivi toccherà al commercialista bresciano Davide Perini. Sono i sei professionisti (dei sette arrestati) finiti ai domiciliari con l’accusa di prostituzione minorile, detenzione e produzione di materiale pedopornografico. Negli interrogatori, Caniggia si è detto angosciato nelle parole espresse dal legale, mentre Rinaldi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Parenti, invece, ha ammesso di aver avuto un rapporto sessuale con il 17enne, ma senza alcun pagamento, che sarebbe sanzionato dalla legge.

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