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Brescia, “Principe”, arrivate 36 condanne

Venerdì 11 la sentenza di primo grado con 60 anni di carcere inflitti all'organizzazione che aveva aperto società finte per recuperare crediti.

tribunale slide(red.) Il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Brescia ha pronunciato con rito abbreviato, venerdì 11 dicembre, la sentenza di condanna in primo grado ai danni di 36 soggetti nell’ambito dell’operazione “Principe”. Tutto era partito nel settembre del 2014, quando un’indagine coordinata dalla procura con il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e i carabinieri portò all’arresto in carcere per quindici persone e alla denuncia di altre 38. Quelli finiti in manette erano accusati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali, usura, estorsione, detenzione di armi e trasferimento fraudolento di valori. Per gli altri si parlava di illecite compensazioni di crediti tributari inesistenti tramite debiti erariali.
Dal tribunale sono stati inflitti un totale di 60 anni di carcere e 21 mila euro di multa insieme alla confisca di beni immobili, mobili e denaro che erano già stati sequestrati. L’inchiesta ricostruita dal pubblico ministero Silvia Bonardi parla di società fittizie per operazioni inesistenti e con le quali gli accusati avrebbero riscosso crediti. Si trattava di società economiche che, nel momento in cui incassavano il denaro, venivano chiuse dopo pochi anni. In certi casi il recupero dei crediti veniva praticato anche con intimidazioni, attraverso colpi di pistola. Per uno degli indagati, ex funzionario dell’Agenzia delle Entrate, sono stati sequestrati una villa da 270 mila euro in Costa Azzurra e due conti correnti, sempre in Francia. Coinvolto anche un calabrese residente a Erbusco, nel bresciano.

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