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Elvis Elezi, Brescia non competente

Giovedì 19 novembre il tribunale del Riesame si è dovuto esprimere di nuovo sulla liberazione del presunto giovane reclutatore per l'Isis.

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Giustizia(red.) Niente addestramento al terrorismo, ma istigazione al delitto contro la personalità internazionale e interna dello Stato. E’ l’accusa derubricata dal tribunale del Riesame di Brescia che giovedì 19 novembre ha ospitato l’udienza sul caso di Elvis Elezi. Il giovane studente piemontese era stato arrestato il 25 marzo del 2015 su richiesta della procura di Brescia in seguito alle indagini della Digos provinciale. Secondo l’inchiesta, che poi aveva portato anche al fermo dello zio Alban, avrebbe reclutato militanti da inviare tra le file dell’Isis.
In particolare, stando agli inquirenti, zio e nipote sarebbero coinvolti nel caso di Anas El Abboubi, finito in manette e poi liberato dal tribunale del Riesame di Brescia. In seguito era andato in Siria e probabilmente è entrato tra le file dell’esercito dello Stato islamico. La stessa liberazione per opera del Riesame aveva riguardato anche Alban Elezi, poi espulso dall’Italia e anche il nipote Elvis. Ma sull’ultimo caso la Cassazione aveva chiesto che la situazione venisse di nuovo presa in carico dal tribunale. Riesame che giovedì ha visto anche attribuire l’incompetenza della sede bresciana.

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