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Brescia, “Paraga sarà presto in Italia”

Lo dice il procuratore generale Dell'Osso sull'uomo arrestato all'aeroporto di Dortmund. Prijic aveva fatto uccidere tre volontari in Bosnia.

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Piric(red.) Hanefija Prijic, l’uomo di 52 anni accusato di aver teso un’imboscata ai volontari bresciani nel 1993 durante la guerra in Bosnia, potrebbe essere “consegnato” all’Italia nelle settimane successive a sabato 7 novembre, forse già entro la fine del 2015. Ne è convinto il procuratore generale di Brescia Pierluigi Maria Dell’Osso che venerdì 6 novembre ha annunciato di aver già attivato le procedure con Dortmund, in Germania, per riportare l’uomo e processarlo. Il bosniaco, infatti, conosciuto come “Paraga”, era stato arrestato all’aeroporto della città tedesca. Secondo l’accusa che lo ha visto essere già condannato in Bosnia, Prijic, alla guida del commando governativo, il 29 maggio del 1993 fece bloccare a Gornji Vakuf, in Bosnia, un convoglio con a bordo vari volontari bresciani che stavano portando viveri e medicine alle popolazioni stremate dalla guerra.
Sul suo ordine, vennero uccisi Guido Puletti, Sergio Lana e Fabio Moreni, mentre si salvarono Christian Penocchio e Agostino Zanotti. Il pg Dell’Osso ha spiegato che era stato emesso un mandato di cattura europeo e quindi, in termini tecnici, quella di “Paraga” non sarà un’estradizione, ma una vera e propria consegna. Un problema sarà il processo che lo vedrà imputato per eccidio, visto che è già stato condannato in Bosnia per reati simili. Ma dal punto di vista giudiziario non dovrebbe trattarsi di un procedimento identico. Nel momento in cui Prijic verrà portato in Italia, saranno avviate tutte le indagini con il riconoscimento dell’uomo da parte dei sopravvissuti a quell’eccidio. Quando ci saranno tutti gli elementi utili, si potrà iniziare il processo.

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