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Bancarotta, manager Zaniboni patteggia

L'imprenditore di Carpenedolo che voleva costruire stadi e centri commerciali sconterà 3 anni e mezzo di carcere. Buco da 57 milioni di euro.

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Zaniboni(red.) Patteggiamento. E’ la richiesta presentata e ottenuta martedì 13 ottobre dal manager Claudio Zaniboni nell’udienza al tribunale di Brescia nel processo che lo vede coinvolto per presunti reati fallimentari. L’uomo, che era stato arrestato e posto ai domiciliari nell’aprile del 2015 per bancarotta della società “B. Consulting” con un buco da 57 milioni di euro, sconterà 3 anni e sei mesi di carcere. Lo ha deciso il giudice delle udienze preliminari Paolo Mainardi dopo che il pm Roberta Panico aveva autorizzato alla richiesta dell’imputato. Zaniboni, di Carpenedolo, aveva presentato con l’ex presidente del Brescia Calcio e il campione Roberto Baggio un progetto per il nuovo stadio delle Rondinelle.
Era coinvolto anche nel nuovo impianto della Roma e intendeva costruire centri commerciali in Italia e Repubblica Ceca con 250 milioni di investimenti. Ma nulla è stato realizzato. Alcune indagini finanziarie avevano anzi certificato il suo stato di bancarotta. Dopo l’arresto, il gip aveva incluso nell’accusa anche la distrazione, dissipazione e falsificazione delle scritture contabili per 23 milioni di euro. Ma il manager ai domiciliari si era sempre opposto. Per lui il motivo del fallimento era dovuto alla “bolla” americana di Lehman Brothers e al settore immobiliare in crisi.

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