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Il killer di Elena Lonati fuori dal carcere

Chamila Ponnamperumage Wimal, il sagrestano cingalese di Santa Maria a Mompiano, scontati 2/3 della pena, nel 2015 godrà della semilibertà.

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    carcere bianco e nero(red.) Nell’ottobre 2007 è stato condannato a  18 anni e quattro mesi di carcere (con rito abbreviato) Chamila Ponnamperumage Wimal, il sagrestano cingalese della chiesa di Santa Maria in via Ambaraga a Mompiano (Brescia) reo confesso dell’omicidio di Elena Lonati, 24 anni, avvenuto  il 18 agosto del 2006.
    Ora, dopo otto anni di detenzione a Canto Mombello, il 31enne (all’epca dei fatti aveva 23 anni), avendo espiato due terzi della pena, potrà lasciare la casa circondariale per il regime di semilibertà. E, dopo questo periodo, potrebbe essere chiesto l’affidamento in prova.
    La giovane fu uccisa nella chiesa e il suo corpo venne nascosto da “Camillo”, così veniva chiamato il cingalese, in una nicchia dietro l’altare. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Elena era entrata per accendere una candela. Ebbe un diverbio con il sacrestano che l’aggredì, sbattendola prima violentemente contro il portone, poi, credendola morta pe ril colpo alla testa ricevuto, la legò con nastro adesivo e la chiuse infine dentro un sacco nero della spazzatura, dove la ragazza, ancora in vità, morì dopo un’atroce agonia.
    Il cingalese corse a raccontare l’accaduto a uno zio, poi fuggì ma venne arrestato nei giorni successivi mentre stava per costituirsi. Le analisi del Ris hanno appurato che la morte della giovane è avvenuta per soffocamento dopo almeno un’ora di agonia.
    Al giovane sacrista è stato contestato il reato di omicidio premeditato, con l’aggravante dell’occultamento del cadavere. Il corpo della ragazza era stato ritrovato domenica 20 agosto racchiuso nel sacco all’interno della chiesa, in via Ambaraga, nella parte vecchia del quartiere cittadino.

     

     

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