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Serenissimi, Salvini li incontra in carcere

Il segretario della Lega Nord si è recato al penitenziario di Verona dove ha fatto visita ai detenuti nell'inchiesta di Brescia, "Lo Stato italiano è ridicolo".

(red.) Che la Lega Nord si opponga all’arresto dei “serenissimi”, non è una novità delle ultime ore. Ciò che è nuovo è la visita svolta da Matteo Salvini, che si è speso per incontrare dietro le sbarre i secessionisti imprigionati nelle settimane scorse. “Spero sia l’ultima volta che dobbiamo venire in carcere per portare solidarietà a persone ingiustamente detenute solo per aver espresso delle idee”, ha detto il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, entrando nel carcere veronese di Montorio, dove sono detenuti alcuni dei presunti ‘secessionisti’ coinvolti nell‘inchiesta della procura di Brescia.
“Questa – ha spiegato Salvini, accompagnato da Lorenzo Fontana e dal segretario provinciale Paolo Paternoster – è una battaglia per la libertà di parola. i sentimenti di indipendenza, di autonomia, vanno rispettati a prescindere da dove arrivano: Veneto, Lombardia, Piemonte, Sicilia e Sardegna”. Non risparmia le parole dure Salvini, e accusa governo e istituzioni: “c’è uno Stato che mette in galera le idee e incarcera queste persone che non hanno fatto male a nessuno e invece lascia liberi i teppisti che prendono a bottigliate la polizia. E’ uno Stato ridicolo. L’indipendenza la si combatte con meno tasse e più aiuti ai comuni non con la galera”.
“Sarebbe ora – ha concluso, ricordando che la Lega ha seguito fin dall’inizio le sorti dei ‘secessionisti’ – che uscissero tutti, che lo Stato chiedesse loro scusa, che restituisse i 15 giorni rubati al loro lavoro e alle loro famiglie”.

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