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Diffida ingiusta, annullata Daspo per 36 ultras

Dopo la trasferta a Spezia un gruppo di supporters del gruppo Brescia 1911 aveva ricevuto la Daspo. Il Tar della Liguria ha dato ragione ai tifosi.

(red.) Ben 36 diffide annullate e una grande rivincita. Il gruppo ultrà Brescia 1911 ha vinto un ricorso al Tar contro alcuni provvedimenti sanzionatori nei confronti di tre dozzine di tifosi che avevano partecipato, alcuni mesi fa, alla trasferta di Spezia per veder giocare la squadra del cuore. La vicenda aveva avuto anche uno strascico polemico tra il vicequestore Emanuele Ricifari e i portavoce del gruppo.
Dopo quasi cinque mesi dalla famosa trasferta di Sarzana”; si legge in un comunicato del 1911, “dopo il trattamento subito per l’occasione; dopo le notizie fuorvianti emesse da alcuni rappresentanti delle Istituzioni; dopo le insinuazioni avanzate tramite mezzo stampa dagli stessi rappresentanti; dopo una “meticolosa” indagine; dopo un’accusa campata in aria e formulata in maniera quantomeno discutibile; dopo tre/quattro lunghi mesi di diffida (in alcuni casi con doppia firma); dopo un’appassionata conferenza stampa durante la quale abbiamo cercato di ristabilire la verità denunciando, fra l’altro, tutte le storture di un sistema autoritario e liberticida che priva i tifosi -e in particolar modo gli Ultras- di diritti fondamentali, sanciti fra l’altro dalla Costituzione; dopo un ricorso al Tar della Liguria che ha prosciugato tutte le nostre risorse (soprattutto economiche), ma non certo le nostre convinzioni e le nostre speranze; dopo tutto questo e molto altro ancora, possiamo oggi annunciare con immensa gioia -e un certo orgoglio- di avere vinto i ricorsi fatti per le trentasei diffide subite dal nostro gruppo durante la trasferta in terra ligure.
“Come promesso”, hanno aggiunto i supporters, “tanti mesi fa abbiamo iniziato questa battaglia civile (quindi non solo Ultras) per la Libertà di tutti, in difesa cioè di quegli articoli della Costituzione (ad esempio l’Art.16, in altre parole libertà di circolazione!) tanto decantati da chi poi ha la coscienza (o l’incoscienza?!) di emanare leggi speciali senza preoccuparsi delle conseguenze da esse causate (quando si elargisce un potere illimitato -e a volte inebriante- a Questure e funzionari spesso “impreparati”, i risultati non possono essere diversi, lo insegna la storia). Abbiamo dato fondo a tutte le energie in nostro possesso per far sì che la verità venisse finalmente a galla (e questo sebbene -quasi- tutti avessero già capito l’antifona), dimostrando una volta per tutte: le nostre reali intenzioni; le loro reali intenzioni; l’assurdità di una pena sproporzionata e gratuita; la situazione imbarazzante e paradossale creata dall’introduzione della tessera del tifoso, vero e proprio strumento di discriminazione sociale; la deriva democratica del nostro Paese”.
Nessuno, però, pensi che la Daspo venga annullata automaticamente: “Purtroppo, nonostante la nostra sia ormai una vittoria acclarata, la farraginosa burocrazia italiana (e l’insofferenza delle Questure in questione) ci costringerà molto probabilmente a saltare ancora qualche partita. Infatti, c’è ancora da sciogliere il nodo dei biglietti/voucher (tuttora sbarrati) che possono essere ripristinati solo dalle rispettive Questure (si accettano scommesse al riguardo, soprattutto sui tempi di sblocco); quello delle firme (potrebbe sembrare pazzesco, ma la firma non decade contemporaneamente alla diffida, nonostante sia da essa generata); la questione del foglio di via che ha colpito uno dei responsabili del nostro gruppo (in questo caso si può notare il massimo del paradosso: dopo aver vinto il ricorso contro un’ingiusta diffida, non può recarsi allo stadio a causa di un altro provvedimento amministrativo ben più invasivo/restrittivo che, guarda caso, ha ragione d’essere proprio in virtù della stessa diffida ormai decaduta).

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