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Berlusconi, sospeso il processo Ruby

La Corte di Cassazione deciderà il 18 aprile prossimo sui processi all'ex premier Silvio Berlusconi relativi al processo Ruby e ai diritti tv Mediaset.

(red.) I processi milanesi a carico di Silvio Berlusconi si fermano per un mese. Dopo il procedimento d’appello sui diritti tv di Mediaset, già costato al leader Pdl una condanna di quattro anni per frode fiscale in primo grado e ormai giunto un soffio dalla sentenza, lunedì è stato sospeso anche il caso Ruby, dove Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile.
Riprenderà il 22 aprile, due giorni dopo il processo d’Appello sui diritti tv di Mediaset, rinviato fino al 20 aprile. La carta della richiesta di trasferimento a Brescia per ‘legittimo sospetto’ nei confronti dei giudici milanesi, giocata dagli avvocati-parlamentari Niccolò Ghedini e Piero Longo, ha dunque sortito i risultati previsti. I processi milanesi si fermano e così Berlusconi può permettersi di sedersi al tavolo delle trattative per la formazione del nuovo governo senza badare a requisitorie o possibili sentenze di condanna. Stesso discorso per l’elezione del presidente della Repubblica: calendario alla mano, le votazioni per eleggere il successore di Giorgio Napolitano al Quirinale prenderanno il via intorno a metà aprile. E anche in questo caso il leader del Pdl potrà far valere tutto il suo peso politico senza avere tra i piedi grane giudiziarie. Chiedere di trasferire a Brescia i processi a carico del Cavaliere per ‘legittimo sospetto’, norma prevista dalla legge Cirami approvata nel 2002 e subito etichettata come ‘ad personam’ dalle opposizioni, si è dunque rivelata una strategia vincente.
Ghedini e Longo hanno denunciato in Cassazione l’esistenza di clima ostile a Berlusconi da parte delle toghe milanesi. La discussione dei giudici in Ermellino e’ stata fissata per il 18 aprile. Anche se il ricorso sarà bocciato, la ‘mossa’ permette comunque a Berlusconi di guadagnare un mese. La legge Cirami non impone infatti nessun stop dei procedimenti oggetti di ricorso per ‘legittimo sospetto’. Ma è evidente che, dopo il richiamo dello stesso Napolitano sulla necessità di garantire la partecipazione di Berlusconi a questa fase politica, i giudici milanesi hanno preferito non tirare troppo la corda: meglio rinviare tutto al dopo Cassazione piuttosto che alimentare lo scontro la politica e magistratura. E così ora Berlusconi può tirare un sospiro di sollievo. Stando al calendario processuale in vigore fino a poche settimane fa, proprio oggi doveva essere il giorno della sentenza Ruby. Sabato scorso, invece, sarebbe dovuto arrivare il verdetto d’Appello dei diritti tv di Mediaset. Due bombe che i legali-parlamentari di Berlusconi hanno disinnescato. Almeno fino al 20 aprile.

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