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Abusi su minore, don Baresi: rigettato ricorso

Le porte del carcere potrebbero riaprirsi per il prelato per il residuo della pena, diventata inappellabile. Il sacerdote bresciano condannato a 7 anni e 4 mesi.

(red.) Don Marco Baresi,  ex vicedirettore del seminario vescovile di via Bollani a Brescia, condannato per abusi sessuali nei confronti di un ex seminarista, all’epoca dei fatti minorenne, e di detenzione di materiale pedopornografico scaricato da Internet e trovato sul suo computer durante una perquisizione, dopo aver scontato 4 anni e 6 mesi ai domiciliari in attesa del giudizio definitivo, potrebbe ora tornare dietro le sbarre.
Libero da circa 8 mesi, il sacerdote, originario di Chiari e molto conosciuto negli ambienti della Curia cittadina, dopo aver ricevuto un avviso di garanzia, era stato arrestato a sorpresa su richiesta del pm Simone Marcon, con una decisione che aveva destato scalpore nel mondo cattolico di Brescia e provincia. Le porte del carcere potrebbero riaprirsi per il prelato per il residuo della pena ora diventata inappellabile.
Così ha disposto la corte di Cassazione che ha rigettato l’ennesimo ricorso presentato dagli avvocati, difensori Stefano Lojacono e Luigi Frattini, confermando la sentenza del maggio scorso a sette anni e quattro mesi per abuso su minore e detenzione di materiale pedopornografico.
Il prelato era stato arrestato nel novembre del 2007 e condannato a sette anni e mezzo, sentenza confermata anche in Appello nel giugno del 2010.
Il 16 maggio 2012 la corte d’appello di Brescia, nell’appello-bis disposto dalla Cassazione, che, nel giugno 2011, aveva parzialmente riformato una condanna a 7 anni e 6 mesi, assolse il sacerdote solo per i fatti contestati dopo il dicembre 2004, concedendo uno sconto di pena di due mesi  (7 anni e 4 mesi). Ad  accusare il prete un ragazzo, all’epoca dei fatti minore di 14 anni, che frequentava il Seminario e che, una volta uscito, aveva confidato ad una psicologa di aver avuto rapporti sessuali con il sacerdote.
A sostegno dell’innocenza di don Marco è stato costituito il movimento “Freedon”, gruppo cattolico che ha sempre appoggiato don Baresi, anche con la propria costante presenza in tribunale durante il processo fino al giorno della sentenza.
Freedon può contare oggi su un sito internet e su centinaia di cittadini, solidali con il religioso di Chiari che ne sostengono l’innocenza.

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