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Omicidio Chilovi, Buscicchio in tribunale

L'ex suocero di Stefano Sorrentino, in carcere per avere ucciso il rivale in amore, deve rispondere di concorso anomalo nell'assassinio del compagno della figlia.

(red.) Dovrà comparire davanti al giudice per rispondere di concorso anomalo nell’omicidio dell’uomo di sua figlia.
Martedì prossimo è chiamato a difendersi da questa accusa Bruno Buscicchio, ex suocero di Stefano Sorrentino che, sei anni fa (era l’11 dicembre 2005), uccise con sette coltellate Bruno Vicini Chilovi, il nuovo compagno della sua ex moglie. Sorrentino è stato condannato a 14 anni di reclusione.
Secondo il gip che ha disposto l’imputazione coatta, e per il gup Elisabetta Pierazzi e per il giudice del Riesame, Luciano Ambrosoli, Buscicchio avrebbe potuto benissimo prevedere che l’ex genero, dalle minacce ripetute nei confronti del nuovo fidanzato della figlia, sarebbe potuto passare alle vie di fatto (così come poi avvenne), ma, nonostante gli elementi a sua disposizione, non fece nulla per impedire la tragedia.
Stando alla ricostruzione dei giudici, la notte dell’omicidio, Sorrentino chiamò Buscicchio e l’amico Mario Perretta (condannato in primo grado a sette anni per concorso anomalo e poi assolto in appello).
L’ex suocero, noto ristoratore, giunse da Ghedi in via Monte Nero, dove si trovava l’appartamento della figlia e delle nipoti, rimase in auto a parlare con Sorrentino, poi lo vide tagliare con un coltello le gomme dell’auto di Vicini Chilovi e quindi colpire a morte il rivale. Ferito gravemente, l’uomo riuscì a trascinarsi fino al campanello della caserma della polizia dove venne ritrovato dalle forze dell’ordine, ormai in fin di vita.
Per i giudici Buscicchio avrebbe potuto prevedere la reazione di gelosia, sfociata poi nell’omicidio, che l’ex genero avrebbe avuto nel trovarsi di fronte il rivale in amore, ma non fece nulla di quanto era in suo potere per evitare l’aggressione mortale. Martedì l’udienza in tribunale.

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