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Due processi per la strage Cottarelli

Rito abbreviato per Dino Grusovin. Dall’accusa prove schiaccianti.


(red.) Ad un anno dall’atroce delitto, prende il via l’iter giudiziario per la strage ai danni della famiglia Cottarelli, avvenuta in una villetta di via Zuaboni nel quartiere di Urago Mella a Brescia. Alla sbarra ci sono il faccendiere Dino Grusovin e i cugini trapanesi Vito e Salvatore Marino, rinviati a giudizio perché ritenuti responsabili di aver sgozzato e ucciso Angelo Cottarelli, la compagna Marzenne Topar e il figlio della coppia, Luca, di soli 17 anni. L’udienza preliminare, che si è conclusa ieri mattina, ha stabilito l’accusa: omicidio premeditato con l’aggravante della crudeltà e delle modalità mafiose.
Un processo che d’ora in poi si svolgerà in due tronconi separati. Il Gup Alessandra Ramon ha fissato per il 23 novembre la data per il rito abbreviato a carico di Dino Grusovin, che ha parlato, è sotto protezione ed è stato tenuto coperto da un telo durante l’udienza. I cugini siciliani, invece, saranno processati in dibattimento davanti alla Seconda sezione della Corte d’Assise, a partire dall’11 gennaio 2008.
Respinte in toto le eccezioni sollevate dalla difesa, mentre l’accusa ritiene di avere in mano elementi decisivi. Dall’ammissione fatta da Grusovin di essere stato nella villa dei Cottarelli (anche se nega la propria partecipazione alla strage), alle intercettazioni ambientali, dalle risultanze investigative della polizia, ad alcune testimonianze, dalle fascette trovate sul camion di Salvatore Marino (identiche a quelle con cui sono state legate le vittime), alle tracce, accanto ai corpi, della stessa polvere da sparo, fino all’auto noleggiata dagli imputati per raggiungere via Zuaboni. La tesi degli inquirenti rimane quella del delitto maturato sullo sfondo di un giro di false fatturazioni per una truffa all’Ue.
Fatture false che hanno collegato Angelo Cottarelli al figlio di un capomandamento di Trapani assassinato anni fa in un regolamento di conti.

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