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Sepolto vivo, cane viene salvato dopo 40 ore

La terribile storia di Jerry, un bretone bianco e rossiccio. Il proprietario si è difeso dicendo di aver creduto che l'animale fosse morto. L'Enpa si costituirà parte civile.

(red.) Un terribile caso di maltrattamenti su un animale. Martedì 1° novembre alle 12 circa la centrale operativa della polizia Locale di Desenzano del Garda (Brescia) ha ricevuto la chiamata di un cittadino che segnalava dei lamenti provenienti da un appezzamento di terreno sito in una località di campagna.
Sul posto è stata inviata una pattuglia di agenti motociclisti che ha notato un avvallamento coperto da un cumulo di laterizi senza udire alcun gemito. Solo dopo alcuni minuti hanno sentito un flebile lamento proveniente da sotto le macerie. A mani nude hanno iniziato a scavare togliendo ghiaia e forati per una profondità di mezzo metro sotto il livello del terreno.
Sotto le macerie, sepolto vivo, giaceva un cane di razza bretone di colore bianco e rossiccio con entrambi gli occhi coperti da una benda. Jerry, questo il nome del cane, respirava a fatica, era completamente immobile, gli occhi all’infuori. Subito è accorsa sul posto un’altra pattuglia con dell’acqua a causa della forte disidratazione alla quale era stato sottoposto l’animale. Dopo, Jerry è stato prelevato da quella che doveva essere la sua tomba e affidato alle cure dei veterinari della locale Azienda sanitaria. Dai primi accertamenti risulterebbero delle probabili lesioni del treno posteriore e piaghe da decubito.
Le indagini, che hanno impegnato gli agenti per l’intera giornata, hanno portato in poche ore all’identificazione del proprietario del cane, un pensionato cacciatore di 65 anni, che è stato accompagnato presso gli uffici del Comando e sentito in merito all’accaduto. Gli agenti hanno appreso sbigottiti che il cane si trovava nell’area del ritrovamento da più di 40 ore. L’uomo, desenzanese, ha ammesso la sepoltura del cane in quanto secondo lui già morto.
L’uomo è stato deferito all’autorità giudiziaria per maltrattamento di animali, sottolineando la particolare crudeltà con cui era stato sepolto vivo l’animale. Jerry, sottoposto alle cure del canile sanitario di Brescia, non è in pericolo di vita ed è stato affidato su disposizione del pubblico ministero di turno alla struttura. Verrà successivamente affidato al canile di Desenzano.
“Un fatto di di una gravità inaudita che purtroppo conferma come, nonostante i passi avanti compiuti dal nostro Paese in materia di tutela e protezione degli animali, continuino a sussistere pericolose sacche di inciviltà, di ignoranza, di intollerabile crudeltà”, ha detto il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi. “L’Enpa si costituirà parte civile nel procedimento a carico dell’indagato. Auspico che le persona sia punita in modo esemplare. La coscienza del nostro Paese non puó accettare che si verifichino episodi cosí raccapriccianti”.

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