
Sirmione. “Wound | Ferita” è una mostra fotografica in programma a Palazzo Callas Exhibitions dal 18 luglio all’8 novembre 2026 che unisce immagini e riflessione, invitando il pubblico a interrogarsi sul rapporto tra uomo e natura e sulla responsabilità che abbiamo nei confronti del paesaggio.
Realizzata con le fotografie della XVI edizione del Premio Sirmione per la Fotografia, la mostra affronta un tema più che mai attuale, utilizzando la fotografia come strumento di comunicazione e sensibilizzazione.
La ferita delle immagini: uomo, natura e consapevolezza
L’intervento dell’uomo lascia segni sempre più evidenti sul paesaggio naturale. Troppo spesso, però, continuiamo a osservare la natura come un luogo incontaminato, dimenticando le trasformazioni e le ferite che la attraversano.
“Wound | Ferita” riflette su questa contraddizione attraverso un allestimento che affianca a ogni fotografia una seconda copia, fisicamente strappata e ricomposta. Lo strappo rappresenta simbolicamente la violazione della natura; la cucitura, volutamente visibile e imperfetta, non cancella il danno ma lo rende leggibile, trasformandosi in metafora del tentativo umano di prendersi cura del paesaggio senza nascondere ciò che è accaduto.
Questo progetto si inserisce nel percorso che il Comune di Sirmione dedica ai temi dell’ambiente e del paesaggio, dalle pubblicazioni dei progetti fotografici della Sirmione Photo Residency ai dialoghi della rassegna Equilibri, fino alla recente mostra If Trees Could Speak, realizzata con le fotografie di Magnum Photos, e ai numerosi interventi dedicati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio arboreo urbano.
L’allestimento
La mostra presenta le fotografie selezionate dai concorsi del Premio Sirmione per la Fotografia, e affianca, a ciascuna immagine, una seconda copia in bianco e nero, strappata e ricomposta, lasciando volutamente visibile la ferita. Realizzate in bianco e nero, le copie semplificano la lettura dell’intervento curatoriale, concentrando l’attenzione sul gesto della ricomposizione e sulla ferita resa volutamente visibile. Le fotografie rimangono protagoniste del percorso espositivo, mentre la seconda copia introduce un ulteriore livello di lettura, trasformando l’allestimento in una riflessione sul rapporto tra uomo e paesaggio.
Così Luisa Lavelli, sindaco di Sirmione: “Mi piace sottolineare come le ferite che queste immagini ci mostrano possano estendersi oltre il piano ambientale ed ecologico, fino a raggiungere una dimensione esistenziale. Esse trovano corrispondenza nell’animo di ciascuno di noi: sono le tracce di un incessante processo di crescita, evoluzione e adattamento, che rappresenta il segno della vita stessa. La ricucitura diventa quindi metafora della forza umana di riparazione, resilienza e superamento che trasforma i traumi in punti di forza e maggiore consapevolezza. Anche con questa nostra nuova mostra vogliamo unire la bellezza delle immagini all’imprescindibile funzione di comunicazione sociale della fotografia.”
Mariangela Gavioli, curatrice della mostra, spiega la scelta dell’allestimento: “Le immagini del Premio Sirmione per la Fotografia raccontano la straordinaria bellezza del paesaggio del Lago di Garda e di Sirmione. L’allestimento prova invece a raccontare il nostro rapporto con quel paesaggio e la responsabilità che abbiamo nei confronti del paesaggio stesso. Accanto a ogni fotografia originale, una seconda copia in bianco e nero viene strappata e ricomposta: lo strappo rappresenta la ferita, la ricomposizione il tentativo di ricucirla, senza nascondere ciò che è accaduto. La ricucitura non cancella la ferita, ma impedisce che venga dimenticata.”
➤ L’allestimento si ispira al Kintsugi (金継ぎ), l’antica arte giapponese che considera la rottura e la riparazione parte della storia di un oggetto. Invece di nascondere le fratture, le rende visibili, riconoscendo nelle imperfezioni il valore della memoria e del tempo. Anche in “Wound | Ferita”, la ricucitura non restituisce l’immagine originaria: rende visibile la ferita e invita a riflettere sul rapporto tra uomo e paesaggio.
La mostra prosegue così il percorso di ricerca curatoriale avviato lo scorso anno con FIT, il progetto espositivo dedicato alla percezione sociale del corpo.
➤ Dove. Palazzo Callas Exhibitions 18 luglio-8 novembre 2026.
➤ Orario di apertura. Dal 18 luglio al 27 settembre: Tutti i giorni 10:30 – 12:30 e 16:30 – 19:00. Venerdì e sabato 10:30 – 12:30 e 16:30 – 22:00. Chiuso il lunedì.
Dal 29 settembre all’8 novembre: Tutti i giorni 10:30-12:30 e 15:00-18:00. Chiuso il lunedì.
➤ Ingresso gratuito.
➤ Numero di fotografie: 115; fotografi 75, provenienti da Italia ed Europa.