lago di garda

“Benàcus”, il Garda raccontato attraverso l’obiettivo di Giorgio Attilio Mutti

11/09 » 06/01/27

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Lonato del Garda. Il Garda e le sue colline raccontati attraverso oltre quarant’anni di fotografia naturalistica.
È questo il cuore di “Benàcus: il Garda e le sue colline negli scatti fotografici di Giorgio Attilio Mutti”, la mostra che dal 11 settembre 2026 al 6 gennaio 2027 sarà allestita alla Rocca di Lonato del Garda (Brescia).
L’esposizione propone una selezione di 50 fotografie attraverso le quali Giorgio Attilio Mutti ha documentato nel corso della sua lunga attività il paesaggio gardesano, la sua fauna e la sua flora, restituendo immagini capaci di unire attenzione scientifica e sensibilità artistica.
Il percorso espositivo segue il ritmo delle quattro stagioni, accompagnando il visitatore tra gli ambienti e le specie che caratterizzano il territorio. Dalla primavera degli anemoni dei boschi e delle capinere all’estate delle falesie del Monte Sasso e dei rondoni, fino all’autunno delle poiane e dei gelsi del Pilandro e all’inverno degli ellebori e delle cinciallegre.
Un viaggio fotografico costruito attraverso una ricerca durata decenni, con uno sguardo rivolto alla ricchezza ma anche alla fragilità degli ecosistemi gardesani. Mutti, scomparso improvvisamente nel giugno 2026, aveva dedicato gran parte della propria attività alla documentazione della natura del Garda, lavorando soprattutto tra Desenzano e il territorio del basso lago.
Nel corso della sua carriera aveva collaborato con diverse importanti testate e riviste nazionali, tra cui Bell’Italia, Gardenia, Atlante Bresciano e Corriere della Sera. Numerosi anche i progetti dedicati al Garda, al fiume Sarca e alla Rocca di Manerba, territori che aveva esplorato attraverso una fotografia attenta ai dettagli e ai cambiamenti del paesaggio.
La mostra, nata dalla collaborazione tra Fondazione Ugo Da Como e il fotografo, assume così anche il valore di un omaggio alla sua figura e alla sua opera. La famiglia dell’autore ha infatti autorizzato l’utilizzo delle immagini, permettendo di portare avanti il progetto espositivo e di proporre al pubblico una parte significativa del patrimonio fotografico realizzato da Mutti.
“Benàcus” diventa quindi non soltanto un’esposizione dedicata al paesaggio gardesano, ma anche un’occasione per riscoprire, attraverso cinquanta immagini, la biodiversità di un territorio raccontato da un fotografo che per oltre quarant’anni ne ha osservato e documentato la natura.

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