La Danimarca si era preparata concretamente a un’invasione statunitense
L'esercito danese aveva spostato a Nord navi da guerra, jet F-35 e truppe alpine d'elìte. L'esercito era pronto a far saltare in aria le piste di atterraggio e aveva preparato le sacche di sangue per i feriti. "Non era un'esercitazione, era la preparazione a un attacco".
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Un carrista dell’esercito danese durante un’esercitazione congiunta con gli Stati Uniti.
Nuuk. A gennaio l’esercito danese si preparava per resistere a una possibile invasione statunitense. Trump aveva appena deposto il presidente del Venezuela Nicolas Maduro e aveva iniziato a minacciare altri Paesi della regione.
Già in passato aveva detto di voler annettere il Canada e renderlo il 51esimo Stato degli Usa, ma all’inizio del 2026 le sue minacce si erano concentrate sulla Groenlandia, l’enorme isola che fa parte del regno di Danimarca.
Aveva usato toni eccezionalmente duri, ripetendo con insistenza che la Groenlandia doveva essere ceduta agli Stati Uniti in un modo o nell’altro. Non aveva escluso un attacco diretto contro la Danimarca, un Paese alleato membro della Nato.

L’emittente pubblica danese Denmarks Radio ha ricostruito i piani che l’esercito aveva sviluppato per resistere a un’eventuale occupazione, l’atmosfera che si respirava in quelle settimane negli ambienti della difesa. Per l’inchiesta sono state contattate fonti altamente qualificate, tra cui importanti ufficiali dell’esercito danese e dei servizi segreti di Danimarca, Germania e Francia.
A gennaio la Danimarca ha rafforzato la presenza di soldati in Groenlandia. Tutte le fonti hanno confermato che il governo danese temeva concretamente che gli Stati Uniti potessero invadere la Groenlandia da un momento all’altro, chi lavorava per la difesa ha passato notti insonni lavorando sui piani di emergenza e coordinandosi con gli alleati europei.
La Danimarca era consapevole dell’enorme superiorità militare degli Usa, che hanno l’esercito più potente al mondo. Il governo cercava di evitare un’escalation, ma allo stesso tempo si preparava per rispondere a un eventuale attacco senza arrendersi.
Tutte le persone sentite per l’inchiesta hanno chiesto l’anonimato, dichiarando che la situazione intorno alla Groenlandia è ancora estremamente tesa.
“Sono cresciuto durante la Guerra Fredda e a volte vorrei tornare a quegli anni“, ha dichiarato un alto ufficiale tedesco. “In confronto a questo era un periodo stabile, in cui i leader mondiali sapevano fino a che punto potevano spingersi”.

Una fregata danese in pattugliamento vicino alle coste della Groenlandia.
L’esercito ha inviato in fretta e furia armi e munizioni sull’isola, secondo Denmarks Radio le banca del sangue del Paese avrebbero preparato le riserve di sacche di sangue per eventuali feriti.
L’esercito danese teneva pronte delle cariche esplosive per distruggere le piste dei principali aeroporti, in modo da rallentare lo sbarco di truppe statunitensi.
In Groenlandia sono stati mandati contingenti danesi, francesi, tedeschi, norvegesi e svedesi, tra cui unità d’elité specializzate nei combattimenti in ambienti freddi. Sono stati spostati verso Nord anche diversi cacciabombardieri F-35 danesi e una nave da guerra francese.
Ufficialmente questi movimenti di truppe erano parte dell’esercitazione Arctic Endurance (Resistenza Artica). “Ma non si trattava di un’esercitazione, era una questione seria”, ha dichiarato una fonte di alto livello della Difesa danese. “Nelle esercitazioni non si imballano sacche di sangue ed esplosivi. Quella è la procedura quando ci si prepara a un attacco”. L’Unione Europea ha anche inaugurato un ufficio di rappresentanza sull’isola, per la prima volta con personale diplomatico stabile.
Trump ha risposto minacciando dazi su tutte le merci provenienti dai Paesi che si opponevano all’annessione della Groenlandia, ma dopo qualche settimana ha deciso di rinunciare alla conquista dell’isola. Sembra che in cambio abbia ottenuto la sovranità degli Stati Uniti su alcune delle basi militari dell’isola, ma non è chiaro quali.
A inizio marzo la Danimarca ha annunciato che aderirà al programma di condivisione nucleare proposto dal presidente francese Macron. Ospiterà basi militari con truppe francesi e bombe atomiche sotto il controllo di Parigi, a disposizione di tutti i Paesi europei che lo vorranno.





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