Trump aumenta i dazi sulle auto europee e minaccia una riduzione delle truppe Nato in Italia

Il presidente Usa attacca gli alleati europei e pensa al ritiro dei militari da Germania, Italia e Spagna. Berlino replica, Roma e Madrid difendono la propria affidabilità.

Usa. Le tensioni tra Stati Uniti e alleati europei tornano a salire dopo le nuove dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ormai non stupiscono più nessuno tra minacce, accuse di vario genere e annunci di ritorsioni.
Prima il presidente degli Stati Uniti è tronato a colpire economicamente l’Europa sul terreno commerciale annunciando un nuovo aumento dei dazi sulle automobili e sui camion importati negli Usa.
Trump ha scritto in un post di non voler piùrisperttare gli acccordi presi con l’Unione europea: “Sono lieto di annunciare che, sulla base del fatto che l’Unione Europea non sta rispettando il nostro accordo commerciale, la prossima settimana aumenterò i dazi imposti all’Unione Europea per le automobili e i camion in arrivo negli Stati Uniti. Il dazio sarà aumentato al 25%”. Naturalmente Bruxelles respinge le accuse e parla di comportamento “inaccettabile”.
Ma non basta, Trump ha anche minacciato una possibile riduzione delle truppe Nato presenti in Germania, Italia e Spagna, accusando i tre Paesi di scarso sostegno nelle recenti crisi internazionali. Non solo,
Nel corso di un intervento nello Studio Ovale, il presidente americano ha affermato che la misura potrebbe essere presa «probabilmente» nei confronti di Roma e Madrid, oltre che di Berlino. «L’Italia non è stata di alcun aiuto. E la Spagna è stata terribile», ha dichiarato Trump, criticando in generale il ruolo degli alleati europei.
Il capo della Casa Bianca ha poi allargato il ragionamento al funzionamento dell’Alleanza Atlantica e al sostegno fornito all’Ucraina, sostenendo che alcuni partner europei non stiano contribuendo in modo adeguato rispetto agli Stati Uniti. In Italia sono attualmente presenti circa 13mila militari americani, mentre in Spagna circa 4mila.
La posizione di Trump arriva in continuità con analoghe pressioni esercitate sulla Germania, dove si trovano circa 39mila soldati Usa. Già nei giorni scorsi il presidente aveva ipotizzato un ridimensionamento della presenza militare, accompagnando la minaccia a dure critiche nei confronti del cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Berlino ha reagito ribadendo la centralità del legame transatlantico e della Nato. «Seguiamo una linea chiara, fondata su un partenariato affidabile», ha dichiarato Merz durante una visita a un campo di addestramento dell’esercito tedesco, mentre il governo ha confermato di essere preparato anche all’eventualità di un ridimensionamento delle truppe Usa.
In Italia, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso perplessità sulle parole del presidente americano, sottolineando come Roma abbia sempre garantito collaborazione nelle missioni internazionali e nella sicurezza delle rotte strategiche.
Anche la Spagna, attraverso fonti governative, ha reagito con toni di tranquillità, ribadendo di essere un partner affidabile della Nato e di aver sempre rispettato gli impegni assunti nell’Alleanza, nonostante le divergenze sulla spesa militare.

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