Israele-Libano, tregua (fragile) di 10 giorni e Trump attacca (ancora) l’Italia
Entrato in vigore il cessate il fuoco mediato dagli Usa, ma ci sono già denunce di violazioni nelle prime ore. Il presidente statunitense: «L'Italia non c'era per noi, noi non ci saremo per loro».
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Beirut. È entrata in vigore nelle ultime ore la tregua di 10 giorni tra Israele e Libano, annunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo una serie di colloqui con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e le autorità libanesi. L’intesa, confermata da più fonti internazionali, rappresenta il primo tentativo concreto di pausa nelle ostilità dopo settimane di scontri intensi lungo il confine tra Israele e le milizie di Hezbollah.
Secondo le ricostruzioni, il cessate il fuoco è scattato nella notte tra giovedì e venerdì, con l’obiettivo di aprire uno spazio negoziale più ampio su sicurezza e stabilizzazione dell’area. Israele avrebbe accettato la tregua pur mantenendo una presenza militare in una fascia di sicurezza nel sud del Libano, uno dei punti più controversi dell’accordo.
Sul terreno, però, la situazione resta estremamente fragile. L’esercito libanese ha denunciato diverse violazioni dell’intesa a poche ore dall’entrata in vigore, parlando di attacchi e bombardamenti intermittenti. Anche da parte israeliana non sono mancate dichiarazioni che sottolineano la natura “condizionata” della tregua, legata soprattutto al disarmo di Hezbollah e alla creazione di una stabilità duratura nel confine nord.
Il contesto rimane quindi incerto: da un lato la tregua viene vista come un possibile primo passo verso una de-escalation diplomatica, dall’altro la prosecuzione di operazioni militari limitate e le accuse reciproche rischiano di comprometterne la tenuta già nelle prime giornate.
Gli osservatori internazionali sottolineano come il cessate il fuoco rappresenti una pausa più tattica che strutturale, inserita in un quadro regionale ancora instabile e segnato da conflitti paralleli e tensioni geopolitiche più ampie.
Nel frattempo il presidente statunitense ha attaccato (nuovamente) il governo italiano, “reo” di avere rifiutato o limitato il supporto a operazioni militari richieste dagli Usa, in particolare nel contesto della crisi in Medio Oriente e dello stretto di Hormuz.
«L’Italia non c’era per noi, noi non ci saremo per loro». Lo ha scritto Trump su Truth, postando un articolo del Guardian del 31 marzo, intitolato «L’Italia nega l’uso della base aerea in Sicilia agli aerei americani che trasportano armi per la guerra in Iran».




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