Francia, proteste nelle scuole: 1.763 fermati, il 90% sono minorenni
Oltre 300 istituti coinvolti, tra incendi, scontri e tensioni con la polizia. A Marsiglia aggrediti e cosparsi di benzina alcuni dirigenti scolastici.
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Parigi. È salito a 1.763 il numero delle persone fermate durante le proteste studentesche che stanno attraversando la Francia. Secondo il bilancio diffuso nel pomeriggio di giovedì 1° ottobre, circa il 90% dei fermati è minorenne.
La mobilitazione, partita dai licei della banlieue parigina e rapidamente estesa ad altre città, coinvolge ormai oltre 300 istituti, mentre gli scontri con le forze dell’ordine hanno provocato feriti tra manifestanti, personale scolastico e agenti.
La situazione ha spinto il primo ministro Sébastien Lecornu a convocare una riunione interministeriale di crisi. Le proteste riguardano diverse rivendicazioni legate alla scuola pubblica: dalla sostituzione degli insegnanti assenti alla riduzione del numero di studenti nelle classi, fino alla richiesta di maggiori risorse e di interventi sulle strutture scolastiche.
In diverse città la protesta è degenerata in episodi di violenza. A Nantes, un incendio ha distrutto la hall del liceo Nelson Mandela e le fiamme si sono propagate alla facciata prima dell’intervento dei vigili del fuoco.
A Marsiglia la situazione è stata ancora più grave. Al liceo Victor Hugo il preside, il vicepreside, la segretaria generale e un caposquadra sono stati aggrediti e cosparsi di benzina. Secondo quanto riferito dalla regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, il tentativo di incendio è avvenuto all’interno dell’istituto. Il personale si è messo al riparo mentre sul posto intervenivano polizia e vigili del fuoco. I responsabili della scuola hanno annunciato una denuncia.
Dall’inizio delle proteste, 83 tra poliziotti e gendarmi sono rimasti feriti. Sono invece 119 gli studenti e i membri del personale scolastico feriti. L’IGPN, l’organo che indaga sull’operato della polizia francese, ha inoltre aperto tre inchieste su interventi degli agenti durante le manifestazioni.
Tra gli episodi più gravi viene segnalato quello avvenuto a Tours, dove uno studente è rimasto gravemente ferito alla testa ed è stato ricoverato in ospedale. Secondo le prime ricostruzioni, potrebbe essere stato colpito da un proiettile sparato con un LBD, il cosiddetto lanciatore di proiettili di difesa. Le circostanze sono oggetto di accertamenti.
Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha difeso l’operato delle forze dell’ordine, richiamando il principio di proporzionalità degli interventi. Le autorità devono ora gestire una mobilitazione nella quale agli episodi di protesta pacifica si sono affiancati incendi, danneggiamenti e scontri.
La vicenda ha assunto anche una forte dimensione politica. Il leader della France Insoumise Jean-Luc Mélenchon ha espresso sostegno agli studenti e ha criticato la gestione delle manifestazioni da parte del governo e della polizia. Dalla maggioranza e dagli esponenti della destra sono arrivate invece accuse nei suoi confronti, con la contestazione di un ruolo nell’incoraggiare la mobilitazione.
Il governo teme intanto che la protesta possa estendersi dai licei alle università e coinvolgere altri settori della società, in una fase segnata anche dal dibattito sul bilancio pubblico, dall’aumento del costo dei carburanti e dalle difficoltà legate al potere d’acquisto.
La mobilitazione, iniziata circa una settimana fa, resta quindi in evoluzione. Il ministro dell’Istruzione ha annunciato l’intenzione di incontrare le organizzazioni studentesche, mentre l’esecutivo ha disposto fino a lunedì la cancellazione degli spostamenti programmati dei ministri, alla luce della situazione di tensione.




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