Il grandissimo attacco coordinato sull’Ucraina: uno dei peggiori dall’inizio della guerra

La Russia ha lanciato quasi 950 droni Geran. In questo articolo spieghiamo come sono fatti e le strategie che gli ucraini usano per intercettarli.

Kiev. All’inizio di questa settimana la Russia ha lanciato uno dei più estesi attacchi aerei sull’Ucraina da quando è iniziata la guerra.
L’operazione è stata preceduta da estesi bombardamenti tra lunedì e martedì, che hanno colpito obiettivi in diverse regioni. Martedì mattina la Russia ha lanciato oltre 500 droni sull’Ucraina, seguiti da circa 450 nelle ore successive.
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(Fonte: governo Ucraino) bombardamento russo su Kharkiv, Ucraina, il 4 marzo 2022

Soldati ucraini posano con una ordigno russo dopo un bombardamento su Kharkiv a marzo 2022. Fonte: State Emergency Service of Ukraine.

Si tratta di numeri enormi, basti pensare che i droni con cui l’Iran sta paralizzando la produzione energetica nel Golfo Persico sono in media una cinquantina al giorno. Mediamente la Russia ha lanciato contro l’Ucraina 100/150 droni al giorno, con picchi massimi di 700.
Occorre fare una precisazione: quando si parla di “droni” in questo caso non si intende i piccoli velivoli telecomandati che i soldati usano sul campo di battaglia (spesso noti anche come “quadricotteri”, perché dotati di quattro piccole eliche).
Questi erano droni “Geran”, il nome con cui la Russia chiama il modello “Shahed” inventato dall’Iran: sono grandi velivoli kamikaze, che possono portare testate contenenti 50 chili di esplosivo.
Non hanno batterie elettriche ma motori a pistoni, il rumore che fanno è quello di un grosso motorino. Volano bassissimi per non farsi vedere dai radar e possono percorrere anche 2mila chilometri andando a 150 km/h. Non vengono manovrati in tempo reale, ma seguono una traccia Gps impostata prima del lancio finché non si schiantano alle coordinate indicate.
L’attacco di martedì ha provocato la morte di almeno 3 persone, altre decine sono rimaste ferite. Sarebbe potuta andare molto peggio, ma la popolazione è riuscita a raggiungere i rifugi e la contraerea ucraina ha intercettato una buona parte dei droni. Le esplosioni comunque hanno provocato estesi incendi, che hanno danneggiato pesantemente palazzi residenziali e attività commerciali.

Droni Geran (o drone Shahed)

Droni iraniani in un’immagine diffusa da Fars Media Company.

E’ stato colpito anche il monastero dei Bernardini di Leopoli, un edificio classificato come Patrimonio mondiale dell’Unesco (l’agenzia Onu per la tutela dei luoghi di particolare valore culturale o ambientale).
Sono state danneggiate alcune importanti infrastrutture, tra cui la linea ferroviaria e la linea elettrica delle regioni di Odessa, Kharkiv e Zaporizhzhia. Il principale collegamento dell’elettricità tra Ucraina, Unione Europea e Moldavia è stato parzialmente interrotto.
L’Ucraina ha tra i migliori specialisti al mondo nell’intercettazione dei droni, anche perché ha sempre avuto pochi sistemi missilistici antiaerei, che sono costosissimi. Avendo strumenti limitati, i soldati hanno imparato ad abbattere i velivoli con metodi alternativi: grosse mitragliatrici montate sui camion, elicotteri che sparano ai droni prima che si schiantino e piccoli contro-droni kamikaze. Questi ultimi sono stati perfezionati negli anni da alcune aziende ucraine, che ne hanno migliorato molto l’efficienza, la facilità di utilizzo e la velocità di produzione.
Al contrario Israele, gli Stati Uniti e le monarchie del Golfo si difendono dai droni iraniani (che sono identici a quelli usati dalla Russia) con i missili intercettori, lanciati da jet in volo o da batterie al suolo: ognuno di questi missili può costare anche 3 milioni di euro (contro i 20/40mila euro di un drone) e la loro fabbricazione è lentissima, motivo per cui le scorte si stanno esaurendo velocemente. Per questo gli Usa e diversi Paesi del Golfo hanno chiesto aiuto all’Ucraina, che ha inviato nella regione alcune squadre di esperti.

(Fonte: governo Ucraino) bombardamento russo su Kharkiv, Ucraina, il 16 marzo 2022

Pompieri al lavoro dopo un bombardamento su Kharkiv a marzo 2022. Fonte: State Emergency Service of Ukraine.

L’Ucraina in cambio spera di ottenere soldi, sembra 35/50 miliardi di dollari, e alcuni missili intercettori Patriot per difendersi dai missili balistici russi, che sono molto più devastanti e difficili da fermare dei droni. Si stima che dall’inizio della guerra l’Ucraina abbia intercettato l’88% dei droni, ma solo il 19% dei missili balistici russi.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky spera di trarne anche un’altra cosa, che è il riconoscimento internazionale. In questo momento l’Ucraina ha una tecnologia che nemmeno gli Stati Uniti possiedono, una leva negoziale con cui può ottenere un maggiore rispetto dagli alleati.
Secondo una fonte del sito Axios, la scorsa estate l’Ucraina aveva proposto agli Usa un accordo per la vendita di droni intercettori, ma l’offerta era stata rifiutata. Ora però gli Stati Uniti stanno cambiando idea e hanno già chiesto aiuto agli ucraini per difendere una base militare in Asia occidentale.
L’idea avrebbe fatto innervosire parecchio il presidente Donald Trump, che recentemente ha ribadito che gli Usa «non hanno bisogno di aiuto» dall’Ucraina e che «l’ultima persona di cui abbiamo bisogno è Zelensky».

(fonte: Student News Agency) Droni Geran (o drone Shahed)

Un drone iraniano di nuova generazione. Fonte: Student News Agency.

 

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