Il Marocco rompe le barriere nominando Fatima Zahara El Mansouri prima donna premier

Avvocata e sindaca di Marrakech. Il re Mohammed VI l’ha nominata e incaricata di formare il governo.

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Rabat. Il re Mohammed VI ha affidato a Fatima Zahara El Mansouri l’incarico di formare il governo una settimana dopo le elezioni del 23 settembre. Nessuna donna aveva mai guidato l’esecutivo nella storia del Regno. Subito dopo l’annuncio dei risultati, alla domanda sulla possibilità di essere nominata, El Mansouri aveva risposto: «Sarebbe per me un grande onore». Un onore che oggi rappresenta anche una svolta nel sistema politico marocchino, tradizionalmente dominato dagli uomini.

Una sfida difficile

Il suo partito, il Partito Autenticità e Modernità (PAM), ha ottenuto 97 seggi su 395. Ma la strada non sarà semplice: per governare ne servono almeno 93 in più. Dovrà quindi trovare alleati per costruire un governo forte e credibile per i prossimi cinque anni, in un contesto segnato da una profonda sfiducia popolare: solo il 38% degli aventi diritto ha votato, il che significa che sei marocchini su dieci hanno disertato le urne.

El Mansouri ha annunciato che nelle prossime ore avvierà consultazioni interne al PAM e successivamente incontrerà tutti i partiti politici, con l’obiettivo di proporre un nuovo governo e un programma basato su «soluzioni realistiche e concrete». È consapevole di non avere il sostegno dei giovani, molti dei quali hanno scelto di non votare dopo le proteste della GenZ e la crisi di Ceuta del 2021. Forse anche per questo il re Mohammed VI non ha esitato a conferirle l’incarico.

Un messaggio alle giovani donne

Nonostante le difficoltà, la nuova premier appare fiduciosa. Dopo la nomina, ha dichiarato che lavorerà per formare un governo «all’altezza delle aspettative del re Mohammed VI e dei cittadini marocchini». Ha aggiunto: «Siamo pienamente consapevoli dell’importanza di questa fase e delle grandi aspettative delle cittadine e dei cittadini, in particolare dei giovani», parlando alla stampa dopo l’udienza reale a Rabat.

El Mansouri ha spiegato di aver ricevuto dal sovrano «direttive alte» per la gestione della fase successiva, definendo la nomina un momento «storico» per il Marocco. Ha sottolineato che è la prima volta che una donna viene scelta per guidare il governo marocchino, definendo l’incarico motivo di «orgoglio» per lei e per tutte le donne del Paese. Secondo la premier, la nomina è anche un messaggio alle donne marocchine affinché partecipino alla costruzione di una società «armoniosa», insieme a tutte le forze vive del Paese. El Mansouri promette un milione di posti di lavoro entro il 2030, per combattere il caro vita, la disoccupazione e la siccità.

Chi è Fatima Zahara El Mansouri

Avvocata e sindaca di Marrakech, El Mansouri è cresciuta in una famiglia profondamente legata alla politica: suo padre, Abderrahim, è stato governatore della regione di Marrakech sotto Hassan II e diplomatico di alto rango negli Emirati Arabi Uniti. Ha una formazione internazionale, avendo studiato in Francia, Marocco e Stati Uniti.

I detrattori la chiamano «la figlia del pasha», considerandola parte di un’aristocrazia intellettuale distante dai cittadini. Forse anche per questo, nel 2021 il re Mohammed VI le ha affidato il ruolo di ministra del Piano nazionale urbanistico, uno dei progetti più complessi per ricollocare oltre 200 mila beneficiari di alloggi popolari.

Nel 2014 la rivista Forbes l’ha inserita tra le 20 giovani donne più influenti d’Africa, e nello stesso anno è stata nominata Young Global Leader dal World Economic Forum. Vicina a Fouad Ali El Himma, uno dei principali consiglieri politici del re, El Mansouri ha iniziato la sua carriera politica nel 2007, tra i fondatori del PAM. In quasi vent’anni ha scalato tutte le posizioni interne al partito, dal consiglio comunale di Marrakech fino alla guida del Parlamento di Rabat. Ora dovrà affrontare la sfida di guidare il Marocco verso il 2030, anno in cui il Paese ospiterà la Coppa del Mondo.

Un’altra donna ai vertici della politica araba

La nomina di Fatima Zahara El Mansouri segna una nuova tappa nella presenza delle donne ai vertici istituzionali del mondo arabo. Con il suo incarico, il Marocco diventa il secondo Paese arabo ad avere una donna alla guida del governo, dopo la Tunisia che nel 2021 ha nominato Najla Bouden.

Nel 2025, altre figure femminili hanno acquisito visibilità nel panorama politico tunisino, confermando la continuità del ruolo delle donne nelle istituzioni, pur con differenze tra le due esperienze.

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