Gli Usa inviano truppe in Nigeria: cosa c’è da sapere sulla teoria dei “genocidio dei cristiani”

Le bande armate continuano ad attaccare la popolazione, nella comunità di Woro sono state massacrate quasi 200 persone musulmane. I sostenitori evangelici di Trump (e la rapper Nicki Minaj) sostengono un intervento diretto, ma c'è di mezzo anche il petrolio.

Nigeria. Stanno emergendo nuovi dettagli sul massacro avvenuto nella prima settimana di febbraio a Woro, nel nord della Nigeria.
I miliziani del gruppo jihadista Boko Haram hanno ucciso almeno 176 persone, quasi tutti civili di religione musulmana. Nel frattempo gli Stati Uniti hanno inviato un contingente di 200 soldati, è il più grande intervento nel Paese dopo i bombardamenti nel giorno di Natale.
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Il 3 febbraio decine di miliziani hanno circondato la comunità di Woro: sono arrivati a bordo di motociclette, poi hanno iniziato a sparare sulla popolazione con i kalashnikov e a incendiare gli edifici. Secondo alcuni testimoni i morti sarebbero anche più di 200, ma non tutti sono stati verificati. Diverse decine di donne e bambini sono stati rapiti, il 95% delle vittime era di fede musulmana.
L’espansione di Boko Haram nell’ovest del Paese è uno sviluppo importante, negli scorsi anni l’esercito nigeriano era riuscito a confinarlo nelle regioni del Nord e poi a riconquistarne le principali roccaforti. Il movimento jihadista sta seminando il panico nelle comunità rurali, compiendo massacri e rapimenti di massa e costringendo migliaia di famiglie a scappare in altre regioni.
Donald Trump continua a sostenere la teoria di un «genocidio dei cristiani» favorito anche dal governo nigeriano, ma Boko Haram attacca in egual misura cristiani e musulmani: secondo uno studio dell’organizzazione statunitense Acled (Armed Conflict Location and Event Data, “Dati sulla posizione e sugli eventi dei conflitti armati”) le vittime di fede musulmana uccise in attacchi islamisti sono di più di quelle cristiane.

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Uno dei droni Reaper usati dagli Usa per il bombardamento del giorno di Natale. Fonte: U.S. Air Force.

La Nigeria ha circa 230 milioni di abitanti, divisi in maniera quasi uguale tra cristiani e musulmani. I primi sono la maggioranza nel sud del Paese, i secondi nel nord. In Nigeria sono attivi centinaia di gruppi armati, ma soltanto alcuni di questi seguono un’ideologia religiosa. I principali movimenti islamisti sono Boko Haram, l’Iswap (Stato islamico dell’Africa occidentale) e il Gsim (Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani, affiliato ad Al Qaeda).
La Nigeria è al sesto posto nell’Indice globale del terrorismo del 2025. Rapine, saccheggi e sequestri di persona sono estremamente comuni, secondo alcuni studi l’1,1% delle famiglie nigeriane ha sporto denuncia per un rapimento. Il 91% dei sequestri è a scopo di lucro, il 2,1% riguarda faide individuali e il 2,4% ha finalità politiche o religiose.
Proprio sul tema dei rapimenti di massa il governo degli Stati Uniti sta costruendo una enorme campagna mediatica, sostenendo che sia uno dei modi in cui viene portato avanti il «genocidio dei cristiani». Altre volte si parla di esecuzioni dirette: alcune ong hanno stimato che i morti provocati dalle bande armate dal 2009 a oggi siano circa 50mila, un dato che le organizzazioni evangeliche statunitensi riportano in maniera distorta, sostenendo che 50mila cristiani sono stati uccisi a causa della loro fede.
Questa narrazione è stata ripresa recentemente anche dalla rapper Nicki Minaj, che nonostante il suo passato da immigrata irregolare è diventata una grande sostenitrice di Trump.

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Nicki Minaj e Donald Trump durante un incontro il 28 gennaio. Fonte: The White House.

Questa campagna probabilmente serve a mettere sotto pressione il governo nigeriano, tenendolo sotto la minaccia costante di un’operazione militare per impedire che si avvicini alla Russia o alla Cina, che stanno portando avanti giganteschi piani di investimento in Africa.
La Nigeria è il sesto Paese più popoloso al mondo e sta crescendo molto velocemente anche sul piano economico. Sul suo territorio ci sono enormi riserve di materie prime e i giacimenti di petrolio più grandi del continente.
La versione del genocidio dei cristiani è stata negata persino dal papa, che ha dichiarato: «Vengono massacrati sia cristiani che musulmani (…) è una questione che riguarda l’economia e il controllo della terra». Le formazioni terroristiche infatti si contendono il controllo di miniere, fonti d’acqua dolce, pascoli, terreni fertili.
Non è la prima teoria infondata di questo tipo alimentata da Trump, che recentemente ha accusato il governo del Sudafrica di promuovere il «genocidio dei bianchi» (di gran lunga la comunità più ricca e privilegiata del Paese). Il governo nigeriano ha detto di voler accettare l’aiuto militare degli Stati Uniti per contrastare il terrorismo: gli Usa hanno inviato armi, equipaggiamento e circa 200 militari per l’addestramento dei soldati nigeriani.
Trump ha molto da guadagnare da una maggiore influenza sul governo della Nigeria. Resta da vedere se la base elettorale del movimento Maga, a cui era stata promessa una politica estera isolazionista, accetterà l’apertura di un altro fronte internazionale.

(Citare autrice: Ifeatu Nnaobi) Nigeria (stato di Borno), Boko Haram, jihadismo, Isis,

Una donna a Bama, nello stato nigeriano di Borno, nel 2019. Foto di Ifeatu Nnaobi.

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