Perché il nuovo asse tra Europa e Canada sfida il protezionismo di Trump
Bruxelles e Ottawa accelerano sul progetto di "adesione associata" per blindare commercio, energia e difesa comune. L'intesa apre nuove rotte strategiche per le filiere industriali italiane ed europee, ma innesca la durissima reazione dell'amministrazione Usa.
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Bruxelles. L’Unione Europea e il Canada si preparano a stringere un’alleanza strategica senza precedenti per tutelare i mercati aperti, affrontando a viso aperto i pesanti dazi e le forti pressioni commerciali di Washington.
La proposta di accogliere Ottawa come primo “membro associato” dell’Unione Europea ha l’obiettivo di blindare l’autonomia economica e la sicurezza democratica dei paesi coinvolti, ma ha scatenato la furiosa reazione del presidente statunitense Donald Trump, pronto a colpire l’Europa con ritorsioni commerciali su larga scala se il progetto andrà in porto.
L’obiettivo della massima convergenza economica (e non solo)
L’Unione Europea e il Canada puntano a innalzare i propri rapporti bilaterali oltre i confini del tradizionale libero scambio. Attualmente, circa il 70% delle esportazioni canadesi è diretto verso gli Stati Uniti, una concentrazione che espone il Paese a una fortissima vulnerabilità economica.
L’accordo punta perciò a raddoppiare il commercio non statunitense di Ottawa, intensificando le forniture di gas naturale liquefatto, idrogeno e materie prime strategiche verso i mercati europei, oltre a consentire alle imprese canadesi di partecipare fino all’80% del valore delle commesse nel fondo di difesa europeo SAFE da 150 miliardi di euro.
A sancire la profondità di questa svolta sono le parole pronunciate a Strasburgo da Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea: “In questo nuovo mondo dobbiamo urgentemente reimpostare le nostre partnership e costruire coalizioni globali per la nostra resilienza e le nostre democrazie. In breve, vogliamo portare la relazione con il Canada al livello più alto possibile”.
I vantaggi strategici per l’Unione Europea e l’Italia
L’integrazione con il mercato canadese offrirebbe a Bruxelles e a Roma un’opportunità straordinaria per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e industriali. Sulla scia del trattato commerciale CETA, che ha già fatto registrare un balzo del 66% nell’interscambio bilaterale di beni e un aumento del 70% nelle importazioni europee di energia dal Canada rispetto al 2016, il nuovo asse accelera la cooperazione nei settori chiave della transizione ecologica.
Questo legame si tradurrebbe in accordi industriali strategici, come quelli siglati tra Roma e Ottawa per la fornitura di grafite e litio, minerali critici essenziali per le filiere hi-tech e automobilistiche italiane ed europee. La centralità di questo percorso per l’interesse nazionale è stata riaffermata da Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri italiano: “Non c’è alcun imbarazzo, noi andiamo avanti per la nostra strada. Facciamo l’interesse dell’Italia e dell’Europa. Abbiamo buone relazioni con gli Usa a prescindere da chi li governa. Siamo alleati leali ma a testa alta, facciamo tutto quel che serve per tutelare gli interessi italiani”.
Uno scudo contro le pressioni geopolitiche esterne
L’integrazione tra le due sponde dell’Atlantico si propone come un modello di difesa della sovranità economica di fronte all’avanzata di politiche isolazioniste. La drastica imposizione da parte della Casa Bianca di tariffe doganali pari al 50% su svariate merci canadesi ha impresso un’accelerazione decisiva ai negoziati.
L’intesa mira a blindare le catene di approvvigionamento globali nei settori tecnologici d’avanguardia, come lo sviluppo di protocolli di sicurezza condivisi per l’intelligenza artificiale e la difesa aerospaziale. La necessità di una forte resistenza coordinata è stata ribadita con fermezza da Mark Carney, primo ministro del Canada: “Stiamo perseguendo la resilienza affinché nessuno possa controllare i nostri mercati aperti, compromettere la nostra sovranità, minacciare la nostra integrità territoriale o minare le nostre libertà, le nostre democrazie, il nostro stato di diritto”.
Lo scontro aperto con la Casa Bianca
I piani di associazione tra Bruxelles e Ottawa hanno provocato l’immediata e durissima reazione dei vertici politici statunitensi. Di fronte alla prospettiva di un blocco economico alternativo ai confini settentrionali degli Stati Uniti, l’amministrazione americana ha avviato contromisure immediate, ordinando la rimozione dei prodotti di origine canadese dagli appalti pubblici civili federali.
Washington minaccia di bloccare i flussi commerciali transatlantici o di colpire duramente i beni europei se l’asse tra Bruxelles e il governo Carney dovesse formalizzarsi. A esplicitare la linea della Casa Bianca è stato direttamente Donald Trump, presidente degli Stati Uniti: “Se lo fanno, se riterrò che si tratti in qualche modo di un atto ostile, imporrò dazi molto seri o smetterò di commerciare con l’Europa su molte cose. Se è una buona intenzione, va bene. Se è una cattiva intenzione, metteremo dazi pesantissimi sull’Europa”.




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