Terremoto in Germania, l’ultradestra AfD travolge la Sassonia-Anhalt
Alternative für Deutschland, partito filorusso ed euroscettico, ottiene il 44,5% dei voti. Riscrive gli equilibri del Land e manda un segnale di forte instabilità a Berlino e Bruxelles. A Roma, entusiasmo della Lega e allarme di Forza Italia.
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Magdeburgo. Un verdetto elettorale senza precedenti scuote le fondamenta politiche della Repubblica Federale Tedesca e riverbera i suoi effetti sull’intera Unione Europea. Secondo i dati diffusi al termine delle operazioni di voto nella giornata di domenica 6 settembre 2026, il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) ha conquistato una storica e netta vittoria nel Land della Sassonia-Anhalt. La formazione guidata dal leader locale Ulrich Siegmund ha capitalizzato il forte scontento popolare sui temi dell’immigrazione e della crisi economica, infliggendo un pesantissimo tracollo ai conservatori della Cdu. Il risultato apre una fase di profonda incertezza per la stabilità del governo federale e innesca un acceso dibattito tra le forze politiche in Europa e anche a Roma.
I risultati delle urne e il crollo dei partiti tradizionali
In base ai dati ufficiali validati dalle autorità elettorali di Magdeburgo, l’AfD ha registrato un balzo eccezionale raggiungendo il 44,5% delle preferenze, raddoppiando di fatto il 20,8% ottenuto nella precedente tornata del 2021. Al contrario, l’Unione Cristiano-Democratica (Cdu), guidata a livello nazionale dal cancelliere Friedrich Merz, è letteralmente crollata dal 37,1% a un magro 18,5%, segnando la peggiore sconfitta storica in un Land che governava ininterrottamente dal 2002.
Le forze della cosiddetta ‘coalizione semaforo’ arretrano sensibilmente: i socialdemocratici della Spd e la Linke si attestano all’8,4%, seguiti dai Verdi al 9%, mentre i liberali della Fdp restano fuori dal parlamento regionale non avendo superato la soglia di sbarramento.
Le ragioni del disastro elettorale sono diverse, ma quelle economiche pesano di più. Le fabbriche statali, un tempo garanzia assoluta di un impiego a vita nell’ex Germania Est, dopo la caduta del comunismo sono state vendute e smantellate, causando la perdita di oltre 2,5 milioni di posti di lavoro e lasciando dietro di sé un deserto post-industriale.
Perciò non sorprende che, in queste regioni povere dalle quali molti giovani se ne sono andati in cerca di lavoro, la preoccupazione per l’immigrazione sia più acuta che nell’Occidente, più ricco e socialmente più liberale.
Nonostante il primato schiacciante dell’ultradestra, la governance del Land resta un rebus matematico e politico, poiché tutte le forze tradizionali hanno ribadito il cordone sanitario, escludendo categoricamente qualsiasi alleanza di coalizione con l’AfD.
Le prospettive e l’allarme per gli equilibri dell’Unione Europea
Secondo le analisi pubblicate dalle principali testate finanziarie e internazionali, tra cui Reuters e The Guardian, l’esito del voto dell’Est rappresenta un duro colpo alla leadership della Germania in Europa. Gli istituti economici tedeschi hanno avvertito che l’affermazione di un partito dichiaratamente anti-immigrazione rischia di paralizzare l’afflusso di manodopera straniera, considerata vitale per l’economia di una regione colpita da un rapido invecchiamento demografico.
Sotto il profilo geopolitico, le cancellerie europee guardano con forte preoccupazione alle posizioni filorusse ed euroscettiche dell’AfD, paventando un progressivo indebolimento dell’asse franco-tedesco e un irrigidimento delle posizioni di Berlino sui dossier relativi alla transizione ecologica comune e ai patti di stabilità finanziaria dell’Eurozona.
Il riflesso politico e le reazioni in Italia
In Italia, i risultati delle urne tedesche hanno riacceso immediatamente le storiche frizioni all’interno della coalizione di governo. I rappresentanti della Lega hanno espresso viva soddisfazione, parlando di un segnale inequivocabile della volontà dei cittadini europei di cambiare radicalmente le politiche sulla sicurezza e sul controllo delle frontiere commerciali.
Di orientamento diametralmente opposto i commenti giunti da Forza Italia e anche quelli delle opposizioni di centrosinistra, che hanno manifestato forte preoccupazione per la tenuta democratica in Germania, sottolineando come la crescita degli estremismi nazionalisti costituisca una seria minaccia per la stabilità economica dell’intera area euro. Questo richiederà una seria riflessione da parte di tutte le famiglie politiche tradizionali del continente.




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