Chiari, nuovo impianto Bess: interpellanza di Salogni in consiglio comunale
Il consigliere di opposizione chiede all'amministrazione di chiarire lo stato dell'iter, gli enti coinvolti e la documentazione già acquisita dal Comune.
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FOTO D' ARCHIVIOChiari. Un impianto di accumulo elettrochimico BESS da circa 320 MW potrebbe essere realizzato sul territorio di Chiari, nell’area della stazione Terna di via Di Mezzo, tra le località Santellone e San Bernardo. La notizia, riportata nei giorni scorsi dalla stampa locale, apre una questione che, secondo il consigliere comunale di minoranza Marco Salogni, merita un confronto approfondito all’interno delle istituzioni e con la cittadinanza.
«Un impianto da 320 MW rappresenterebbe un’infrastruttura di dimensioni e rilevanza considerevoli per il nostro territorio», si legge in una nota di Salogni: «Non siamo contrari alle infrastrutture necessarie alla transizione energetica e alla stabilità della rete elettrica, ma riteniamo indispensabile che Chiari conosca per tempo quali impatti potrà avere sul territorio».
Il progetto, secondo le informazioni disponibili, sarebbe ancora nella fase autorizzativa. Proprio per questo il consigliere ha annunciato la presentazione di un’interpellanza in consiglio comunale, chiedendo all’amministrazione di chiarire lo stato dell’iter, gli enti coinvolti e la documentazione già acquisita dal Comune.
Tra gli aspetti che Salogni chiede di approfondire ci sono il consumo di suolo, l’impatto paesaggistico, le opere necessarie per la connessione alla rete, la viabilità di cantiere e le eventuali opere accessorie.
Particolare attenzione viene posta anche sul tema della sicurezza. Gli impianti BESS utilizzano sistemi di batterie che richiedono specifiche misure di prevenzione e gestione del rischio. «È necessario sapere quali valutazioni siano state effettuate in materia di sicurezza antincendio e se siano già stati coinvolti il comando dei Vigili del Fuoco, Arpa, Ats e gli altri enti competenti», sottolinea Salogni.
Un altro tema riguarda le compensazioni per il territorio. Se Chiari dovesse ospitare un’infrastruttura energetica di interesse nazionale, secondo Salogni è necessario capire quale beneficio concreto potrebbe derivarne per la comunità locale: «Chiari ha già un ruolo importante all’interno della rete elettrica nazionale. Non possiamo limitarci a considerare il nostro territorio come uno spazio nel quale collocare infrastrutture strategiche senza chiederci quali siano le ricadute per i cittadini. Dobbiamo verificare se siano previste opere di mitigazione ambientale, compensazioni e garanzie per il ripristino dell’area al termine della vita utile dell’impianto».
«La transizione energetica è una sfida che dobbiamo affrontare», conclude Salogni, «ma deve essere accompagnata da una pianificazione condivisa. Prima di esprimere qualsiasi valutazione definitiva vogliamo conoscere il progetto nel dettaglio. La domanda fondamentale è semplice: cosa comporterà questo impianto per Chiari e cosa riceverà Chiari in cambio della disponibilità del proprio territorio?».








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