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“Le case dei bresciani riscaldate da vento, sole e acqua?”

Per il consigliere Ferdinando Alberti del M5S, serve un fattore di conversione regionale, così da evitare casi come quello di A2A che non consente di accedere al Superbonus 110%.

(red.) “A seguito della notizia in merito all’impossibilità di accedere al Superbonus 110% per colpa del fattore di conversione del teleriscaldamento di A2A, mi sono immediatamente mosso per sollecitare i colleghi in parlamento a mettere mano alla norma e in Regione depositerò a breve una richiesta ufficiale alla Giunta perché venga istituito un “Fattore di Conversione Regionale” valido per tutto il territorio lombardo e che sia equo e ponderato sull’effettiva apporto di questa tecnologia all’efficienza e al risparmio energetico.”

Lo scrive il consigliere regionale Ferdinando Alberti del M5S, intervenendo sul fattore di conversione di energia primaria non rinnovabile dell’impianto di teleriscaldamento di A2A a Brescia e l’esclusione degli immobili allacciati dal Superbonus 100%.

A2A Brescia

“Il Fattore di Conversione è il rapporto tra l’energia usata e l’energia effettivamente erogata all’utente e viene stabilito per legge a 1,5 salvo che le aziende che gestiscono impianti di teleriscaldamento non ne certifichino uno diverso. A2A ha dichiarato nel 2019 a Brescia un fattore per l’energia non rinnovabile di 0,24 il più basso d’Italia e da giugno di quest’anno si è arrivati a 0,12″.

“Per intenderci”, continua il consigliere pentastellato, un fattore di conversione pari a uno significa che tutta l’energia “bruciata” finisce nei termosifoni delle case allacciate: 100 brucio e 100 riscaldo. Per contro un fattore tendente a zero significa che l’energia che finisce nelle nostre case è molto maggiore di quella immessa negli impianti che alimentano la rete di teleriscaldamento, ovvero per avere un fattore di 0,1 significa che 100 brucio e 1.000 riscaldo. Un paradosso, no? Ovviamente, questi fattori hanno alla base pesanti approssimazioni e postulati che sono stati elevati al rango di dogmi di fede. Basti pensare che il Fattore di Conversione per i rifiuti solidi urbani, per legge, è pari a 0,2 e A2A è riuscita a farsi certificare valori ancora più bassi. Nemmeno gli impianti dell’Alto Adige che lavorano esclusivamente a biomassa legnosa riescono a raggiungere questi valori e di questo passo A2A arriverà a sostenere che le case dei bresciani saranno riscaldate esclusivamente con sole, vento e acqua”.

“Un fattore di conversione così basso comporta inoltre un’altra pesante stortura ovvero che case colabrodo che normalmente starebbero in classe energetica G sono invece classificate come A4 ovvero il massimo dell’efficienza energetica. Di conseguenza risulta preclusa a questi immobili ogni possibilità di accesso al Superbonus 110% perché sarebbe impossibile il salto delle famose due classi necessarie per ottenere il beneficio fiscale.”

“I danni derivanti da questa situazione sono chiari ed evidenti e già oggi sappiamo che Aler Brescia ha dovuto bloccare i cantieri per colpa del teleriscaldamento. Depositerò a breve una richiesta alla Giunta perché i singoli Fattori di Conversione vengano bypassati da un unico Fattore di Conversione Regionale che possibilmente rispecchi maggiormente la realtà delle cose e che faccia chiarezza una volta per tutte sulle procedure di calcolo e certificazione di questi impianti.”

 

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