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Edison, vertice parigino con A2A

I francesi di Edf di nuovo a colloquio con la multiutility. Si dovrebbe ripartire dalla trattativa di marzo. I tempi per l'accordo scadono lunedì 31 ottobre.

(red.) E’ fissato per giovedì un nuovo vertice tra Edf e A2a sul futuro assetto di Edison. L’incontro si svolge a Parigi tra il direttore generale della multiutility milanese bresciana Renato Ravanelli ed il direttore finanziario di Edf, Thomas Piquemal.
Contestualmente è stato calendarizzato anche un Consiglio di sorveglianza di A2a, presieduto da Graziano Tarantini. Vorticoso giro di consultazioni negli ultimi giorni utili per definire trattative e profili societari dal momento che lunedì 31 è fissata la scadenza per le decisioni in merito a Foro Buonaparte.
Le trattative partiranno molto probabilmente, anche in base a quanto emerso dalle ultime indicazioni uscite dall’assemblea di A2a dallo schema condiviso a marzo (che prevedeva lo spacchettamento di Edipower) e non invece dalla nuova proposta presentata lunedì dai francesi, ritenuta “irricevibile”.
E’ emerso anche, in queste ore che Edison ha subito la “defezione” di Alpiq che sta definendo l’uscita con i partner di Edf. La società svizzera ha comunicato infatti di aver siglato con il gruppo francese un’intesa preliminare per un negoziato in esclusiva fino al 15 gennaio che punta ad acquisire il 20% che Alpiq possiede in Edipower (controllata al 50% da Edison) ad un prezzo compreso fra 150 e 200 milioni di euro.
Sulla vicenda Edison è intervenuto, ancora una volta, anche il bresciano Stefano Saglia, sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico, in un’intervista al quotidiano “Bresciaoggi”, che si augura che ” in Edison resti una presenza italiana, non sarà maggioritaria ma avrà un significato da non trascurare: la presenza di Italia e Francia all’interno della società darebbe una possibilità molto più ampia”. Saglia ha ribadito che “l’intendimento del Governo è quello di chiudere per il 31 ottobre”.
“Avevamo messo come precondizione all’accordo il fatto di trovare una posizione unitaria dei soci italiani ed eravamo anche favorevoli ad una Edipower italiana, ma gli azionisti hanno pensato diversamente”, ha aggiunto. A questo punto, secondo il sottosegretario, “è fondamentale chiudere, altrimenti Edison e A2a non verrebbero valorizzate. Se ci sarà un premio rispetto al valore di Borsa potremo dire di aver ottenuto il risultato di tutelare gli interessi delle nostre aziende”.

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