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Edison ad un passo dall’accordo con Edf

Il Governo ha dato l'ok alla soluzione già avanzata a marzo per il riassetto del colosso energetico che prevde lo spacchettamento di Edipower.

(red.) “Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente”. Utilizzando le parole di Tancredi nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, si potrebbe così sintetizzare la vicenda Edison.
In attesa del 31 ottobre quando scadranno i termini per la definizione dell’assetto e, dopo le varie puntate precedenti, ora si aggiunge un capitolo (forse quello conclusivo) alla questione che lega Foro Bonaparte ai francesi di Edf.
Mercoledì è giunto l’ok politico da parte del governo alla soluzione che riprende l’ipotesi di intesa già vergata a marzo con i cugini d’Oltralpe e bocciata poi dal ministro dell’Economia Giulia Tremonti, preoccupato di difendere l’italianità di Edison.
Ad avvicinare italiani e francesi sarebbe stato un colloquio tra il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani e il numero uno del colosso energetico, Henri Proglio.
Il controllo dell’ ex Genco Edipower sarà ripartito tra i diversi soci di Foro Buonaparte, mentre Edf prenderà il controllo effettivo della Edison.
L’accordo prevede lo spacchettamento di Edipower, così come già sostenuto dal presidente del consiglio di sorveglianza di A2A (la multiutility nata dalla fusione tra Asm di Brescia e Aem di Milano) Graziano Tarantini, consentendo dunque alla controllata di Edison, che possiede 9 centrali, l’assegnazione di tre nuclei idroelettrici di Edipower. Ai francesi andrà anche il controllo degli oltre 16 miliardi di metri cubi di gas all’anno di cui dispone Edison.
Rimane nelle mani di tra A2A e Edf la definizione dell’ eventuale “put” per gli italiani, ai quali spetterebbe il 30% del capitale di Foro Buonaparte che ha subito un’impennata del titolo in Borsa, chiudendo la seduta di mercoledì in rialzo del 5,1% a 0,958 euro. Bene anche i titoli delle multiutility coinvolte nel riassetto, A2A (+3,35%, di nuovo sopra l’euro) e Iren (+2,37% a 0,92).

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