Banca Valsabbina cresce: masse a 15,2 miliardi e utile netto di 25 milioni
Il semestre 2026 chiude con risultati positivi e nuovi investimenti sul territorio. Prevista l’apertura di 9 filiali entro il 2027 e oltre cento nuove assunzioni.
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Brescia. Banca Valsabbina accelera la crescita e chiude il primo semestre 2026 con risultati positivi, sostenuti dall’aumento delle masse amministrate, dalle nuove erogazioni e dal rafforzamento della rete territoriale.
Il Consiglio di amministrazione dell’istituto bresciano ha approvato la situazione patrimoniale ed economica al 30 giugno 2026, che evidenzia un utile ante imposte di 39,8 milioni di euro e un utile netto di 25 milioni di euro. Il risultato tiene conto dei maggiori oneri fiscali, delle rettifiche prudenziali e degli investimenti effettuati per accompagnare l’espansione della banca.
Le masse amministrate complessive hanno raggiunto quota 15,16 miliardi di euro, con una crescita di 1,5 miliardi in dodici mesi (+11%). In aumento anche la raccolta indiretta, salita a 4,4 miliardi (+19%), e le erogazioni alla clientela, che nei primi sei mesi dell’anno hanno raggiunto 580 milioni di euro, in crescita del 15%.
La raccolta complessiva si è attestata a 10,7 miliardi di euro, con un incremento annuo di oltre un miliardo. Gli impieghi alla clientela hanno raggiunto 4,4 miliardi, grazie anche a oltre 3mila finanziamenti concessi nel semestre per un valore complessivo di 581 milioni di euro.
Cresce anche il rapporto con la clientela: i conti correnti hanno superato quota 117.500, con 6.500 nuovi rapporti in un anno e 4.900 acquisiti nei primi sei mesi del 2026. Il numero di soci e azionisti ha raggiunto quota 44.100.
Il piano di sviluppo territoriale resta uno degli elementi centrali della strategia della banca. Il “Piano di ampliamento della rete territoriale 2026-2027” prevede investimenti e nuove assunzioni con l’obiettivo di arrivare a 84 filiali entro il 2027. Nel 2026 sono previste cinque nuove aperture, mentre nel complesso il programma porterà a una crescita netta di nove sportelli.
A fine giugno la rete contava 75 filiali, salite a 77 con le aperture di Morbegno e Livigno in Valtellina. La banca è presente in sei regioni e punta a rafforzare la propria presenza anche in Valcamonica, Valtellina, Piemonte, Nord Italia e nell’area romana.
Sul fronte occupazionale, i dipendenti hanno raggiunto quota 1.049, 115 in più rispetto a dodici mesi prima. Nei soli primi sei mesi del 2026 sono state effettuate 88 assunzioni.
«Operiamo in un contesto ancora instabile e caratterizzato da prospettive economiche contenute», ha spiegato il presidente Renato Barbieri. «Abbiamo aggiornato la strategia ridefinendo investimenti, servizi e sviluppo territoriale, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto con persone e imprese».
Tra gli indicatori patrimoniali emerge la solidità dell’istituto: il patrimonio netto è salito a 512 milioni di euro, mentre i fondi propri fully loaded hanno raggiunto 573 milioni, con un Cet 1 Ratio del 14,7% e un Total Capital Ratio del 17,5%.
Il margine di intermediazione si è attestato a 135,4 milioni di euro (+6,5%), sostenuto dalla crescita del margine di interesse e dal contributo del portafoglio titoli. I costi operativi sono aumentati dell’11%, principalmente per l’incremento del personale e gli investimenti tecnologici e infrastrutturali.
«I risultati confermano l’efficacia della strategia pluriennale»ha concluso Barbieri. «La crescita delle masse amministrate, delle erogazioni e dei conti correnti dimostra la fiducia accordata alla banca e il valore del percorso di espansione intrapreso».







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